Raggiunto nella notte al ministero un accordo sul nuovo piano industriale di Electrolux

È stato raggiunto nella notte al ministero delle Imprese e del Made in Italy l’accordo sul nuovo piano industriale di Electrolux. Dopo oltre 30 ore di confronto tra azienda, organizzazioni sindacali e governo, le uscite previste negli stabilimenti italiani scendono rispetto alle 1.719 inizialmente prospettate dalla multinazionale. L’intesa prevede un massimo di 902 uscite tra operai di produzione e personale impiegatizio, alle quali si aggiungono 16 lavoratori dell’area ricerca e sviluppo, per un totale di 918 posizioni. Le uscite saranno esclusivamente volontarie e incentivate, con il ricorso agli ammortizzatori sociali.

Per il Friuli Venezia Giulia il risultato riguarda soprattutto lo stabilimento di Porcia, nel Pordenonese, dove il confronto si è concentrato sulla continuità delle produzioni e sulla riduzione delle eccedenze occupazionali. Il piano conferma la produzione di lavatrici e lavasciuga e prevede la realizzazione di 140mila lavasciuga all’anno. Gli attuali modelli di lavatrici resteranno in produzione fino alla conclusione del piano industriale.

Secondo il dettaglio diffuso dal TGR Rai Friuli Venezia Giulia, per Porcia sono previste 324 uscite: 94 tra gli operai di produzione e 230 tra gli impiegati. Il dato comprende le diverse funzioni dello stabilimento, mentre le 16 uscite nell’area ricerca e sviluppo sono ripartite tra Porcia e Susegana. Per gli altri siti italiani il piano indica 194 uscite a Forlì, 71 a Solaro e 313 a Susegana.

L’accordo prevede investimenti superiori a 100 milioni di euro e una produzione complessiva a regime di circa 3,2 milioni di pezzi all’anno negli stabilimenti italiani. Il piano interessa anche gli altri siti del gruppo: per Susegana, Solaro e Forlì sono confermati gli investimenti e le prospettive produttive. Per Cerreto d’Esi, nelle Marche, è stata prevista la prosecuzione dell’attività, con volumi in linea con quelli attuali e con la media degli ultimi anni, fino all’individuazione di una soluzione di reindustrializzazione a tutela dei 149 lavoratori.

Sul versante occupazionale, il ricorso alle uscite volontarie sarà accompagnato da incentivi economici e ammortizzatori sociali. È previsto inoltre un meccanismo di ricambio: qualora il numero delle uscite superi quello concordato, le eventuali sostituzioni daranno priorità a persone che negli ultimi due anni hanno lavorato per Electrolux con contratti precari. Il governo si è anche impegnato a individuare le risorse per rifinanziare i contratti di espansione, con l’obiettivo di favorire nuove assunzioni e il ricambio generazionale.

Le parti hanno concordato verifiche trimestrali sull’andamento degli impegni industriali e degli organici nei singoli stabilimenti. L’ipotesi di accordo dovrà ora essere sottoposta al voto dei lavoratori attraverso un referendum.

La firma chiude una fase particolarmente lunga della vertenza, ma non esaurisce le questioni aperte sul futuro del gruppo in Italia. Per Porcia, l’aumento delle produzioni di lavasciuga e la conferma delle lavatrici rappresentano una garanzia rispetto alle ipotesi iniziali di ridimensionamento. Resta da verificare quale sarà l’effetto delle uscite sugli organici, sull’organizzazione del lavoro e sulle competenze dello stabilimento. La tenuta industriale dipenderà anche dalla capacità di Electrolux di rispettare gli investimenti e i volumi produttivi previsti.

Condividi