Arrestato capo della banda di rapinatori responsabile di 9 furti in appartamento

Pordenone – La Squadra Mobile di Pordenone ha raccolto numerose prove a carico di un cittadino di nazionalità albanese per una serie di furti aggravati in abitazione, commessi in città e provincia nell’ultimo mese di novembre.

L’uomo, 30 anni, A.M. le sue iniziali, noto nell’ambiente criminale come “il gatto” per la sua abilità nell’arrampicarsi sui tetti, è già pregiudicato per numerosi reati specifici contro il patrimonio e assieme ad altri complici ancora in corso di identificazione si è reso responsabile di 9 furti aggravati e di altri reati contro il patrimonio.

Lo scorso lunedì 25 novembre, gli agenti hanno dato esecuzione al provvedimento cautelare nei confronti del rapinatore, di fatto senza fissa dimora sul territorio italiano. Allo stesso tempo hanno eseguito una serie di perquisizioni.

I furti

La complessa attività di indagine trae origine da una serie di furti aggravati in abitazione, il primo dei quali commesso la sera del 3 novembre 2019 a Pordenone, per un valore complessivo di oltre 1.000 euro in gioielli, perpetrati nella provincia pordenonese prevalentemente in orario pomeridiano e serale.

Gli accertamenti avviati hanno condotto la Squadra Mobile della Questura di Pordenone a individuare un cittadino straniero di nazionalità albanese, pluripregiudicato per reati specifici contro il patrimonio.

Secondo le risultanze dell’inchiesta, sarebbe responsabile di almeno 9 furti aggravati in abitazioni, unitamente ad altri complici ancora in corso di identificazione, oltre che di numerosi altri reati predatori della stessa specie, in fase di riscontro e riconducibili allo stesso gruppo criminale, tutti commessi ad iniziare dal mese di novembre 2019, nelle Province di Pordenone e Treviso.

Nel prosieguo delle attività d’indagine, sono stati  enucleati gravi, precisi e concordanti indizi di reità in ordine a 9 furti pluriaggravati  in abitazione, commessi sempre nelle fasce serali, che hanno fruttato al gruppo criminale circa 60.000 euro in beni fungibili quali denaro contante, preziosi, orologi e lingotti  in oro.

Le perquisizioni hanno interessato gli immobili in uso all’indagato a Pordenone e Vazzola (TV), quest’ultima eseguita unitamente a personale della Squadra Mobile della Questura di Treviso, estese anche all’autovettura nella disponibilità dell’indagato.

I beni sequestrati

Nel corso dell’attività di perquisizione sono stati rinvenuti e sottoposti a sequestro delegato alcuni monili in oro, pietre preziose e orologi per un valore complessivo di circa 20.000 euro, oltre ad  attrezzi atti allo scasso tra cui un martelletto frangi vetri dotato di velcro applicato artigianalmente per favorirne l’occultamento e il rapido utilizzo nel compimento dei suoi raid, una pistola giocattolo priva di tappo rosso, nonché alcuni indumenti ancora bagnati fra cui scalda collo di colore nero atti a celare il volto, evidentemente utilizzati per compiere reati predatori, atteso che nelle serate del trascorso fine settimana si sono verificate abbondanti precipitazioni.

Trovato un complice

Nel corso della perquisizione a Vazzola (TV), la Polizia ha sorpreso un cittadino albanese sprovvisto di documenti che è stato sottoposto a rilievi foto dattiloscopici presso la Questura di Treviso, a seguito dei quali si identificava per N.K., di fatto anch’egli senza fissa dimora, già registrato in Banca Dati come inammissibile in territorio Schengen da parte delle autorità tedesche, oltre ad annoverare a proprio carico precedenti per porto ingiustificato di grimadelli e attrezzi atti allo scasso (art. 707 C.P.) e invasione di terreni ed edifici (art. 633 C.P.), commessi a Rimini e risalenti, rispettivamente, a maggio e giugno 2018, il quale è stato colpito da di provvedimento di espulsione dal territorio nazionale.

La dinamica dei furti

Le positive risultanze investigative permettevano altresì agli investigatori di delineare un profilo criminale di significativo spessore riguardo all’arrestato, specialmente riguardo il suo modus operandi: questi infatti, una volta individuato l’obiettivo era solito arrampicarsi sulle grondaie piuttosto che sulle balconate per raggiungere anche piani alti, rompendo rapidamente le finestre di cucina o soggiorno e dimostrandosi oltremodo rapido e preciso nel selezionare oggetti anche di grande valore a portata di mano e facilmente trasportabili, per poi fuggire nello stesso modo, rivelandosi in grado di compiere anche 5 o 6 “colpi” nello spazio di appena un’ora.

A titolo di esempio, in almeno un’occasione questi, sorpreso dal proprietario dell’abitazione proprio durante la commissione di un furto, si dava a rocambolesca fuga sui tetti degli edifici confinanti, dando prova di quelle spiccate doti acrobatiche che gli sono valse, nell’ambiente criminale, il soprannome di “Gatto”.

Tutto questo a maggior prova della pericolosità criminale del prevenuto, il quale non dimostrava nessuno scrupolo nel compiere i suoi raid, noncurante della eventuale presenza dei residenti.

Acquisite le risultanze investigative è stato pertanto eseguito il provvedimento di Fermo di indiziato di delitto e contestuale Decreto di Perquisizione personale e locale in ordine ai reati ex artt. 624 bis, 625 n. 2 e 61 n. 5 e 7 c.p., disposto in data 22 novembre corrente dal P.M. procedente,  Dott.ssa Monica Carraturo  -Sost.-  nei confronti del richiamato cittadino albanese A. M.

Il provvedimento cautelare restrittivo è stato disposto in ordine alla perpetrazione dei seguenti accertati e contestati furti aggravati in abitazione (9 furti totali):

  • 3 novembre 2019, Pordenone, via Carducci, valore circa 1.000 euro;
  • 6 novembre 2019, Vittorio Veneto (TV), via Milesi, valore circa 10.000 euro;
  • 8 novembre 2019, Vittorio Veneto (TV),  via della Bressana, valore circa 1.000 euro;
  • 9 novembre 2019, Susegana (TV), via Maglio, valore circa 1.000 euro;
  • 9 novembre 2019, Susegana (TV), via Maglio, valore da quantificare;
  • 11 novembre 2019,Vazzola  (TV), via Liberazione, valore circa 10.000 euro;
  • 14 novembre 2019, Pordenone, via Vallenoncello, valore circa 1.500 euro;
  • 18 novembre 2019, Pordenone, via Pirandello, valore da quantificare;
  • 20 novembre 2019, Susegana, via Battisti, valore circa 15.000 euro.

L’arresto è stato eseguito dagli agenti della Squadra Mobile nella serata di martedì 25 novembre. Al termine delle formalità di rito il 30enne A.M. è stato associato alla Casa Circondariale di Pordenone.

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