Autunno caldo, decreti economici, elezioni regionali e Friuli Venezia Giulia: ne parla l’on. Debora Serracchiani

Roma – Il rischio di un autunno bollente è alle porte: lo ha ricordato la ministra dell’Interno Lamorgese giovedì 9 luglio alla trasmissione Agorà estate su Rai 3.

Negozi chiusi, famiglie non più in grado di provvedere ai bisogni quotidiani: l’azione del governo con la “maratona economica” di queste settimane sarà sufficiente a far fronte ai bisogni dei cittadini?

Di questo ed altro abbiamo parlato con l’onorevole Debora Serracchiani (PD), eletta alla Camera dei Deputati nella Circoscrizione IX – Friuli Venezia Giulia nelle elezioni del 2018, presidentessa della Regione Friuli Venezia Giulia dal 2013 al 2018, eurodeputata dal 2009 al 2013.

L’Unione europea stima un calo del PIL 2020 dell’11,2% per l’Italia. I decreti economici bastano per scongiurare un autunno caldo?

Nel pieno dell’emergenza Covid-19, siamo intervenuti subito, con decisioni mai prese prima d’ora. Gli ammortizzatori sociali sono stati assegnati a tutti, il sistema di protezione è stato allargato anche ai lavoratori autonomi. L’obiettivo è quello di salvaguardare i posti di lavoro.

I decreti Liquidità (decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23) e Rilancio (decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34) tracciano le linee di intervento dei prossimi mesi. Nonostante si tratti di interventi poderosi, non si possono fare previsioni di largo respiro sugli effetti espansivi sull’economia delle risorse messe a disposizione. Tutti i Paesi del mondo sono in difficoltà a causa del Covid e le nostre imprese che esportano soffrono per la caduta della domanda mondiale.

Sul fronte interno l’ecobonus al 110% punta ad avviare la ripresa del settore edilizio. D’altra parte ci sono altri settori che sono in fortissima sofferenza: turismo, ristorazione, spettacolo, sono ancora bloccati.

Un altro pilastro della ripresa è il decreto Semplificazione (decreto-legge 7 luglio 2020 n. 54). Con questo provvedimento l’accelerazione della ripresa avviene tramite un intervento sui tempi. L’obiettivo è quello di snellire le procedure amministrative per gli appalti e rendere più facile per i cittadini l’accesso ai servizi dell’amministrazione pubblica, secondo le indicazioni dell’Unione europea.

A propostito di Unione europea, a che punto siamo con l’adesione al Meccanismo europeo di stabilità (MES)?

La posizione del Partito Democratico sul MES è che vada immediatamente preso. L’Unione europea sta mettendo a disposizione degli stati risorse mai fino ad ora stanziate. Il Recovery Fund vede l’Italia destinataria di circa 80 miliardi di euro a fondo perduto.

Il nodo fondamentale è come saranno usate queste risorse. Occorre che l’Italia si faccia trovare preparata con un piano dettagliato. È un’occasione che non va sprecata.

Abbiamo la possibilità di avviare una serie di riforme. Penso ad esempio alle politiche attive del lavoro, allo stimolo degli investimenti, al taglio del costo del lavoro. Nell’ambito delle politiche sociali è in corso di definizione l’assegno unico, che raggrupperà in pacchetto tutte le misure dedicate a genitori e figli, rivoluzionando il sistema del sostegno alle famiglie.

Quali le ricadute dei decreti economici sul Friuli Venezia Giulia?

Siamo riusciti a far capire al governo la centralità degli investimenti sui nodi ferroviari del Nord Est. Tra le opere strategiche del dl Semplificazioni c’è il potenziamento della linea ferroviaria Trieste – Venezia, un riconoscimento molto importante al Friuli Venezia Giulia. Puntiamo a percorrere il tratto fra Venezia e Trieste in un’ora.

La scelta della Giunta da me presieduta fra il 2013 e il 2018 era stata quella di velocizzare la rete RFI già esistente, ed in tal senso erano intercorsi accordi con gli allora ministri Lupi e Delrio.

È l’intera infrastruttura dei trasporti del FVG che va potenziata ed integrata. L’aeroporto di Ronchi dei Legionari può diventare un hub per i voli charter legati alle navi da crociera, per intercettare nuovi flussi di turismo.

Sono preoccupata per la “venetizzazione” degli assi infrastrutturali del Friuli Venezia Giulia, a cominciare da Autovie Venete. Mi lascia perplessa la presidenza Paniz. La newco Società Autostrade Alto Adriatico dovrebbe porsi come obiettivo quello di avere una rete autostradale regionale con governance regionale.

Intanto, ancora non ci sono i voli per Roma da Ronchi dei Legionari

La Giunta Fedriga dovrebbe mettere l’aeroporto fra le priorità e ottenere al più presto il ripristino dei voli Roma Trieste e Milano Trieste. Si tratta di una trattativa complessa a livello imprenditoriale.

Va considerato che l’aeroporto del FVG è l’unico scalo aereo del Nord Est ad essere direttamente collegato all’alta velocità, con una fermata delle Frecce. Sta ai vertici aziendali trovare alleanze con altri scali e con altre compagnie, per fare sistema con gli aeroporti del Nord Est specializzandosi, ad esempio, con le tratte dirette verso i Paesi dell’Est Europa.

I rapporti fra la Giunta Fedriga ed il governo sono ad un punto critico

La collaborazione fra istituzioni dovrebbe essere normale. In questo senso il ministro Boccia (Affari regionali e Autonomie) ha fatto un grande lavoro. Il governatore Fedriga punta il dito sugli accordi Stato-Regione, quando le Regioni a statuto speciale si sono già divise tra loro un miliardo: è con le altre regioni speciali che la Giunta dovrebbe dialogare. Inoltre, altri 600 milioni sono stati erogati con il decreto Cura Italia ed ora sono in arrivo fondi per i comuni.

I patti finanziari erano stati firmati tra Fedriga e l’allora ministro delle Finanze Tria, con il precedente governo. Fedriga non dovrebbe mescolare le due linee.

Le prossime elezioni regionali: si discute delle alleanze del PD

Il PD ha chiesto un ragionamento collettivo agli alleati di governo. Fatichiamo a trovare una convergenza. Diversamente, rischiamo di regalare i territori alla destra sovranista.

Per gli appuntamenti elettorali del 2021 e 2023 in Friuli Venezia Giulia, mi auguro che troveremo un’ampia compagine per contrastare la destra, anche con l’apporto dei movimenti civici a livello locale.

Il 20 e 21 settembre si vota anche per il referendum sul taglio dei parlamentari (il referendum era previsto per il 29 marzo ma era stato rimandato a causa del coronavirus, ndr)

Come PD vorremmo che il primo passaggio sulla legge elettorale avvenisse entro luglio. Anche gli altri componenti della maggioranza, compresa Italia Viva, hanno sottoscritto questo obiettivo. Da parte del PD c’è la volontà di trovare la quadratura del cerchio.

Infine: un commento sull’incontro fra i presidenti della Repubblica di Italia e Slovenia, Sergio Mattarella e Borut Pahor, il prossimo 13 luglio a Trieste

Sarà un evento di rilevanza storica per Trieste e per la complessa vicenda del confine orientale, all’altezza del concerto dei tre presidenti di 10 anni fa (il concerto del Maestro Riccardo Muti ‘Le Vie dell’Amicizia’ aveva concluso la visita a Trieste del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che il 13 luglio 2010 aveva incontrato i Capi di Stato sloveno e croato, Danilo Turk e Ivo Josipovic, con i quali aveva assistito allo spettacolo serale in piazza Unità d’Italia, ndr).

Il passaggio del Narodni Dom alla comunità slovena è importante da un punto di vista simbolico, con il quale si “chiude” il Novecento e ci si apre al XXI secolo, ma è anche un segnale per l’allargamento dell’Unione europea ai Paesi balcanici.

La stabilizzazione dell’area balcanica è essenziale per il cammino dell’UE, si tratta ieri come oggi di una zona nevralgica per l’equilibrio europeo, basti pensare alla rotta balcanica delle migrazioni.

Un processo che vede Trieste protagonista, come aveva già dimostrato il vertice sui Balcani occidentali svoltosi ad agosto 2017 con l’allora Primo ministro Gentiloni.

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