Bio-crime, un progetto per la prevenzione ed il contrasto al traffico illegale di cuccioli

Udine – Il 10 marzo è stato presentato il progetto Bio-crime per la prevenzione ed il contrasto al traffico illegale di cuccioli, di cui la direzione centrale Salute della Regione è capofila e coordinatrice. Erano presenti i rappresentanti di tutti i partner del progetto.

L’assessore regionale alla Salute Maria Sandra Telesca ha spiegato che il Friuli Venezia Giulia e la Carinzia “sono rotte di transito e di destinazione per il traffico illegale di animali da compagnia, regioni da cui passano soprattutto centinaia di cuccioli di cani e gatti, destinati a un mercato nero il cui fatturato risulta essere secondo solamente al traffico di droga: un fenomeno ancora non così noto all’opinione pubblica ma molto grave perché, oltre agli aspetti etici e commerciali, comporta un elevato rischio di introduzione di gravi malattie trasmissibili all’uomo, come la rabbia. Il Progetto Bio-crime, di cui siamo capofila, sarà un caposaldo per il contrasto e la prevenzione di questi fenomeni”.

Corsi di formazione per pubblici ufficiali, sviluppo di protocolli operativi congiunti, realizzazione di una piattaforma digitale web per la condivisione dei dati, sorveglianza epidemiologica degli animali sequestrati, progetti di educazione dei cittadini sono solo alcune delle attività che vengono finanziate con Bio-crime, progetto iniziato a febbraio 2017 e che si concluderà a luglio 2019.

A sottolineare come si tratti di un’iniziativa che consentirà di superare confini geografici per permettere lo scambio di competenze è stata in particolare la console onoraria d’Austria in FVG Sabrina Strolego.

Il vicequestore aggiunto Alessandra Belardini, dirigente del Compartimento Polizia Postale del Friuli Venezia Giulia, ha invece illustrato quali siano le specifiche competenze che la Polizia Postale potrà mettere in campo nel settore del cybercrimine legato al traffico illegale di animali, ricordando che l’Italia ha attivato per prima un sito all’interno della Polizia Postale dove i cittadini possono effettuare segnalazioni e sporgere denuncie online.

Una quota di finanziamento di 200.000 euro (100 per il Land Carinzia e 100 per la Regione FVG) sarà destinata all’acquisto di attrezzature (gabbie, voliere, ecc.) per la quarantena in biosicurezza per gli animali confiscati (cani, gatti, uccelli e altre specie) da collocarsi nei canili e nei centri di recupero animali. Tali attrezzature saranno utilizzate anche dopo la conclusione del Progetto e diventeranno parte integrante del sistema di risposta rapida alle emergenze biologiche dei Servizi veterinari delle due regioni.

I laboratori nazionali di riferimento, AGES di Vienna e IZSVe di Padova, si occuperanno invece della sorveglianza epidemiologica del virus della rabbia negli animali confiscati con particolare riferimento ai cuccioli di cane e gatto; AREA Science Park, infine, metterà a disposizione l’esperienza di innovazione tecnologica soprattutto per integrare gli aspetti ICT e scientifici del progetto.

Bio-crime è stato finanziato dalla Comunità Europea tramite i fondi di Sviluppo regionale – Interreg V A Italia Austria con 1.100.000 euro e coinvolge i Servizi veterinari del Land Carinzia (presenti oggi a Udine la direttrice Marie-Christin Rossmann e l’omologo del FVG Manlio Palei), il Consorzio per l’Area di ricerca scientifica e tecnologica di Trieste e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe). I partner associati sono il GECT Euregio Senza Confini Friuli Venezia Giulia – Veneto – Carinzia, il Servizio veterinario della Provincia di Bolzano, la Polizia Postale – Compartimento del Friuli Venezia Giulia e, per la Carinzia, la Polizia, la Polizia Finanziaria, l’Ordine dei Veterinari.

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