Cattolici triestini in attesa di papa Francesco: una chiamata alla responsabilità

Trieste – La visita di Papa Francesco a Trieste, prevista per il prossimo 7 luglio in occasione della chiusura della 50ª Settimana Sociale dei Cattolici in Italia sta suscitando grande emozione nella comunità cattolica cittadina e allo stesso tempo sollecita assunzioni di responsabilità nell’ambito del contesto sociale.

Ne ha parlato ai microfoni di Radio Vaticana il vescovo di Trieste mons. Enrico Trevisi: “Siamo davvero entusiasti. Ci stiamo preparando, soprattutto con la preghiera”. Ed ha aggiunto: ”Siamo felici che Francesco venga in questa zona di frontiera che ci proietta verso il futuro, verso altri popoli, verso una Chiesa che davvero deve essere sale e luce”.

Il papa in una città di frontiera

Il Papa giungerà in una città che si pone tra l’Italia e l’Europa, un luogo di incontro dove si cerca di dare concretezza ai sogni e alle speranze necessarie al nostro mondo – ha detto ancora il vescovo all’emittente vaticana.

Trieste è anche un banco di prova per affrontare le sfide dell’accoglienza e dell’inclusione sociale, considerando la sua posizione sulla rotta balcanica, un passaggio per molti migranti che cercano di raggiungere i propri parenti in altre nazioni europee.

La Chiesa locale di Trieste è da tempo impegnata nell’accoglienza dei migranti e la visita del Papa sarà un’occasione per rafforzare questo impegno.

Sul tema dei migranti mons. Trevisi è anche intervenuto il 29 gennaio al Circolo della Stampa di Trieste in un incontro dal titolo “Trieste, città di frontiera”.

“Essere terra di frontiera – ha detto il vescovo – significa anche che ci sono popolazioni che si muovono, noi siamo sulla rotta balcanica e questo è un tema estremamente complesso. Non abbiamo formule facili per risolvere il problema, ma siamo chiamati a vivere la complessità con la dignità di quello che siamo, dei nostri valori”. Di fronte alla situazione che sta vivendo Trieste in questi ultimi mesi “non possiamo girarci dall’altra parte” ha concluso il presule.

Conoscere la storia ed il vissuto di Trieste

Nell’appuntamento al Circolo della Stampa, Trevisi ha anche sottolineato l’importanza di conoscere la storia ed il vissuto della città. “Non ero mai stato a Trieste – ha rivelato – sapevo solo che era sul mare, che era un porto importante”.

Proprio per approfondire tali aspetti storici, ancora scottanti, e che costituiscono un elemento fondamentale per comprendere i sentimenti che animano la comunità triestina, il vescovo ha invitato tutti i sacerdoti della diocesi, che provengono da 18 nazioni diverse, ad un incontro con il professor Raul Pupo, già docente di Storia Contemporanea presso l’ateneo triestino e profondo conoscitore delle vicende del confine orientale nel XX secolo.

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