Cina vicina/2: al Belt and road Forum firmati accordi commerciali con le città di Chengdu e Chongqing

Trieste – Nell’ambito del “Belt and road Forum” svoltosi il 26 marzo a Trieste tra istituzioni italiane e cinesi con una folta rappresentanza del mondo imprenditoriale, sono stati firmati due importanti accordi commerciali con altrettante città cinesi: si tratta di Chengdu e Chongqing.

Il primo riguarda la costruzione di un “experience center”, un’esposizione interattiva, a Chengdu, il capoluogo della provincia di Sichuan, considerato tra i centri con maggiore potenziale di sviluppo in Cina, per far conoscere e valorizzare il made in Italy a partire dalle imprese dell’arredo del Friuli Venezia Giulia. Attraverso investimenti cinesi, svilupperà nuove formule espositive nella provincia con oltre 90 milioni di abitanti.

Il memorandum of understanding è stato firmato dall’International center of italian design (Icide), proprietà del Cluster arredo e sistema casa del Friuli Venezia Giulia, che rappresenta un sistema economico di 2.500 aziende e un comparto che è cresciuto nell’export del 10 per cento nel 2017. La controparte cinese è rappresentata dal Chengdu Yiqidao cultural industry and design development e dal Sichuan Ilo design and space arts cultural.

L’amministratore unico di Icide, Carlo Piemonte, ha firmato l’accordo assieme a Jie Xue, cofondatore del centro di Chengdu Yiqidao e Wei Zeng, presidente del Sichuan Ilo.

In concreto l’accordo prevederà l’allestimento di esposizioni e la realizzazione di scambi nell’Italian design experience centre nella Tianfu new area di Chengdu.

“Da oggi lavoreremo – hanno anticipato Piemonte e il presidente del cluster arredo Franco di Fonzo – per la creazione di un progetto che prevede sistemi di ‘virtual room’ con collegamenti per vivere dall’Italia un’esperienza in diretta, ripresa a 360 gradi tramite visori; l’esposizione di prodotti di aziende top brand e di marchi sconosciuti in Cina ma direttamente acquistabili in loco; una sala didattica per formare personale cinese su assistenza post vendita e una sala degustazione di prodotti enogastronomici con possibilità di acquisto on line”.

In un secondo tempo sono previsti investimenti per la costruzione di uno spazio su 20.000 mq in cui ospitare una “Little Italy” del design e del gusto che, una volta avviata a Chengdu, potrà essere replicata in altre città.

A margine della firma, il cofondatore del Chengdu Yiqidao, Jie Xue, ha ribadito la volontà di rappresentare “un ponte per scambiare la cultura italiana e quella cinese, seguendo la politica della ‘One belt one road’. Porteremo – ha detto – design, cultura e made in Italy ai nostri amici cinesi”.

Il direttore di Invest Sichuan in Italia e Svizzera e presidente della Fondazione Progetto Italia-Cina, Wang Xin, ha rilevato come la provincia sud occidentale “sarà la più strategica e di certo la più attenta al design e al made in Italy. Siamo pronti – ha aggiunto – a favorire le aziende italiane e del Friuli Venezia Giulia che troveranno un alto potenziale di acquirenti e consumatori”.

Il secondo accordo è stato firmato tra la Fondazione Italia Cina, la Camera di commercio Italo Cinese e il China council for the promotion of international trade (Ccpit) di Chongqing. Con questo viene formalizzata una relazione già avviata da tempo con l’ente governativo cinese per la promozione del commercio e degli scambi internazionali e in particolare viene avviato un dialogo con la municipalità più importante della Cina con 33 milioni di abitanti e centro strategico sulla Via della Seta.

Nell’ambito del Silk Road Business Council, l’accordo che la Fondazione Italia Cina e la Camera di commercio Italo cinese hanno già con il Ccpit nazionale, quello firmato il 26 marzo assume un ruolo importante perché concretizzerà l’organizzazione di una settantina di appuntamenti sul territorio con imprenditori cinesi impegnati in incontri B2B su progetti specifici di interesse per il tessuto economico italiano.

Nel corso della sessione plenaria del Forum, per il Ccpit è stato il direttore generale per l’Italia, Zhang Gang, a ricordare come quello di Trieste sia proprio il primo degli eventi organizzati nel nostro Paese sulla Via della Seta. Zhang, oltre a ricordare i numerosi progetti infrastrutturali avviati con la strategia “One belt one road”, si è soffermato in particolare sui trasporti.

“Per quanto riguarda il trasporto merci su ferro, l’anno scorso abbiamo fatto viaggiare 3.300 treni tra la Cina e l’Europa. Il primo treno merci tra la Cina e l’Italia è partito a novembre scorso da Pavia. Il secondo – ha annunciato Zhang – partirà in aprile da Verona, via Trieste, per Changsha, nella provincia dello Hunan. Questa è una grande opportunità per il rafforzamento della collaborazione bilaterale”.

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