Conclusa la campagna di solidarietà ”Offri un caffè buonissimo” dell’ Associazione per i Bambini Chirurgici del Burlo

Conclusa la campagna di solidarietà ”Offri un caffè buonissimo” dell’Associazione per i Bambini Chirurgici del Burlo.

È stato un vero successo l’iniziativa di A.B.C. – Associazione per i Bambini Chirurgici del Burlo onlus ”Offri un caffè buonissimo”, la campagna di solidarietà natalizia realizzata in collaborazione con Fipe e Confcommercio Trieste, Associazione Caffè Trieste e Solidarietà Trieste e grazie alla mediapartership di Radio Punto Zero e Radio Attività.

L’impegno degli oltre 80 esercenti e commercianti triestini, unito al sostegno fondamentale dei partner della campagna e alla straordinaria solidarietà dei cittadini ha permesso di raccogliere, tra dicembre e gennaio, ben 8.546 euro. Quanto raccolto sarà impegnato per aprire le porte di una Casa A.B.C. per un anno. Le Case A.B.C. sono alloggi adibiti all’accoglienza gratuita delle famiglie dei bambini nati con malformazioni che devono sottoporsi lunghi percorsi chirurgici all’Ospedale materno infantile Burlo Garofolo di Trieste.

«I gestori dei pubblici esercizi ai quali abbiamo proposto di aderire all’iniziativa hanno risposto tutti con grande slancio, e questo non può che rendermi orgoglioso. Per questo ero certo che saremmo riusciti a centrare l’obbiettivo, raggiungendo la cifra utile alla gestione di uno degli appartamenti di A.B.C. Onlus – ha dichiarato Bruno Vesnaver, presidente FIPE Trieste – . Aver addirittura superato la cifra prestabilita mi commuove: significa che i triestini, quando sanno che dietro a una raccolta di denaro c’è una giusta causa e una gestione professionale dei contributi, non mancano mai di sorprendere in generosità. È bastato il piccolo gesto di molti a raggiungere un ottimo risultato, l’esperienza andrà certamente ripetuta».

Da parte sua Antonio Paoletti, presidente di Confcommercio Trieste, ha fatto rilevare come «ancora una volta, a fronte di situazioni di disagio, emergenze e criticità, le imprese del terziario abbiano saputo rispondere con grande generosità e partecipazione, ribadendo non solo il loro capillare legame con il territorio e i cittadini, ma pure quella vocazione alla solidarietà concreta che le anima e che hanno espresso in molte altre occasioni».

Sono circa 90 le famiglie provenienti da tutta Italia che A.B.C. Onlus accoglie in un anno nelle sue tre case. Un numero significativo che è sempre in crescendo.
«Per cercare di colmare questo bisogno l’Associazione sta già lavorando a nuovi progetti, ha dichiarato Giusy Battain, direttrice di A.B.C. Onlus. Intanto, il risultato di questa raccolta ci ha veramente emozionati. Prima di tutto per la serenità di poter continuare a tenere vivo il progetto “Sentirsi a casa”. E poi perchè crediamo fortemente che la partecipazione attiva di un territorio intorno a un obiettivo comune, come in questo caso, crei un alto valore sociale. Il nostro grazie va a agli esercizi pubblici che hanno ospitato la campagna e a tutta Trieste che, come sempre, ha dimostrato grande sensibilità e attenzione. Ci teniamo a far sapere a ogni cittadino che ha lasciato in dono il corrispettivo di un caffè, che ha contribuito concretamente a costruire serenità e benessere per tutte quelle famiglie che, oltre alla difficoltà del ricovero e della malattia dei propri bambini, si trovano lontani da casa, obbligati ad affrontare una o più trasferte prolungate».

Le case di A.B.C., infatti, nascono per essere luoghi in cui le famiglie possono restare unite in un ambiente familiare, affrontando così più serenamente un momento già di per sé difficile come il ricovero dei loro bambini. Questo significa sgravare i genitori da un peso non solo organizzativo ed economico, ma soprattutto emotivo, con l’obiettivo che tutto il nucleo familiare si senta accolto e percepisca che qualcuno sta pensando ai loro bisogni grazie a una rete di sostegno, anche psicologico, intorno a loro.

A.B.C. Onlus è stata fondata nel 2005 proprio per stare al fianco dei genitori dei bambini nati con malformazioni, per cui sono necessarie terapie chirurgiche ripetute e complesse, ricoverati all’ospedale Burlo Garofolo di Trieste. Il fine ultimo del lavoro di A.B.C. è la creazione di una migliore qualità di vita il bambino e la famiglia e si concretizza con una serie di progettualità in capo all’Associazione che si integrano al percorso ospedaliero per una visione di “cura” completa.

Per info: www.abcburlo.it – info@abcburlo.it
Nella foto Antonio Paoletti e Giusy Battain

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