Crisi Startech, gli stipendi di aprile saranno pagati l’8 maggio con risarcimento, ma resta il nodo industriale

Trieste – La crisi della società StarTech di Trieste registra un primo segnale di svolta se non altro sul fronte delle retribuzioni immediate, ma restano aperti i nodi legati alla tenuta finanziaria e al futuro industriale dell’azienda.

Al termine della videoconferenza del 4 maggio con i vertici societari, la Regione FVG, Confindustria Alto Adriatico e i funzionari del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, è arrivata infatti la garanzia che gli stipendi arretrati saranno pagati entro l’8 maggio, con un risarcimento per il ritardo.

A comunicarlo sono stati gli assessori regionali al Lavoro Alessia Rosolen e alle Attività produttive Sergio Emidio Bini, precisando che le mensilità saranno accompagnate da un bonus legato al ritardo. “Dall’azienda abbiamo avuto la garanzia che gli stipendi saranno pagati entro l’8 maggio e che saranno accompagnati da un bonus – hanno spiegato –; Ministero e Regione hanno chiesto chiarimenti sugli investitori alternativi rispetto a quelli previsti dall’iniziale piano industriale e tra una settimana si terrà una verifica al tavolo Mimit”.

La riunione ha affrontato anche la questione del riassetto societario dopo l’uscita dei soggetti finanziatori originariamente coinvolti nel progetto di rilancio. Su questo punto, istituzioni e Ministero hanno chiesto elementi più dettagliati, in particolare sulla natura e sull’affidabilità di eventuali nuovi investitori. Entro una settimana, come annunciato dalla Giunta, è prevista una nuova verifica al tavolo ministeriale, passaggio ritenuto decisivo per il futuro dell’impresa.

La situazione dello stabilimento triestino resta comunque critica. L’azienda, ex Flextronics ed ex Adriatronics, impiega circa 320 addetti ed è un presidio storico dell’elettronica industriale regionale. Negli ultimi mesi, però, il piano industriale della nuova proprietà si è progressivamente indebolito, fino alla comunicazione, a fine aprile, dell’impossibilità di pagare gli stipendi. Secondo quanto emerso nel confronto con i sindacati, alla base della crisi ci sarebbe il venir meno dei principali finanziatori, con la conseguente necessità di individuare nuove risorse.

Il mancato pagamento delle retribuzioni ha aperto una fase di forte incertezza per i lavoratori, aggravata da tensioni crescenti attorno allo stabilimento. Il 2 maggio sono stati appiccati due incendi dolosi all’esterno del sito produttivo, un episodio grave, sul quale sono in corso indagini, che ha contribuito ad accrescere il clima di preoccupazione.

La vicenda StarTech è piuttosto tipica nell’attuale panorama industriale del Friuli Venezia Giulia. Fa parte della fragilità di alcuni percorsi di reindustrializzazione e della dipendenza da investitori esterni. Esiste la necessità di garantire progetti solidi e sostenibili nei passaggi generazionali e nella transizione da piccola a medio-grande industria, in un contesto in cui è difficile reperire nuovo capitale. Il passaggio al tavolo Mimit della prossima settimana sarà determinante per capire se esistono ancora le condizioni per un vero rilancio o se si andrà avanti ad annunci e smentite, scena purtroppo già vista in regione.

Condividi