Dirigenti regionali e spoil system: cancellato il principio di terzietà dell’amministrazione

Trieste – La I Commissione consiliare del Friuli Venezia Giulia presieduta daAlessandro Basso (FdI/An) ha espresso parere favorevole a maggioranza alla delibera della Giunta che va a modificare il regolamento di organizzazione dell’amministrazione e degli enti regionali del 2004, presentata dall’assessore Sebastiano Callari.

Diverse le parti di modifica, ma ad aver accentuato l’interesse dei consiglieri di opposizione, tanto del centrosinistra quanto del M5S e che al termine hanno votato contro, è stata soprattutto quella inerente il permettere che i soggetti a cui siano conferiti incarichi da direttore generale, direttore e vicedirettore centrale rivestano cariche pubbliche o cariche in partiti politici (ai direttori di servizio e a quelli di staff era già permesso; si recepisce quanto già previsto nella legge regionale 18 del 2016 sul pubblico impiego; “la politica non deve avere paura di se stessa”: così l’assessore Callari).

Altro punto dibattuto, l’aver cancellato il requisito di “un’esperienza maturata per almeno un biennio in funzioni dirigenziali” per coloro a cui si può conferire l’incarico di Capo di Gabinetto della Giunta regionale (si va, così, a uniformare quanto previsto per il Capo di Gabinetto del Consiglio regionale – ha fatto notare sempre Callari). Al pari, l’aver previsto che il contratto del Capo di Gabinetto è risolto nel momento in cui cessa dalla sua carica il presidente della Regione, mentre prima si concedevano 90 giorni.

“Oggi in Commissione, l’assessore Callari è venuto a difendere l’indifendibile e ha cercato di minimizzare quello che in realtà è un’occupazione partitica dei livelli dirigenziali della Regione”.

A dirlo sono i consiglieri regionali del Pd Diego Moretti, Enzo Marsilio e Roberto Cosolini, a margine dell’intervento dell’assessore alla Funzione pubblica, Sebastiano Callari, in Commissione.

“Quelle che la Giunta Fedriga vuole apportare sono modifiche che fondamentalmente tolgono qualità e requisiti importanti ai ruoli apicali, per far sì che possano essere ricoperti anche da persone che ne sono prive. In sostanza aprono le porte alla politica anche nei ruoli dirigenziali, consentendo un più rapido spoil-system”, attacca Moretti.

“Eliminando il divieto di rivestire cariche pubbliche o politiche a direttore generale, centrale, vicedirettore centrale, direttori di servizio e di staff calpestano il principio di separazione tra compiti di direzione politica e compiti di direzione amministrativa. E ancora, l’eliminazione dell’esperienza almeno biennale in funzioni dirigenziali per il capo di gabinetto se da un lato rafforza il carattere fiduciario del ruolo stesso dall’altro rischia di ridurre le caratteristiche di professionalità dirigenziale proprie della funzione rivestita, considerata anche la retribuzione prevista per tale incarico. Sembra piuttosto una norma che regolarizza una situazione di fatto”.

“Se tutto questo – concludono gli esponenti dem – per l’assessore Callari è normale, in realtà rappresenta l’occupazione partitica di un’istituzione che dovrebbe lavorare nell’imparzialità e terzietà nell’interesse della collettività, al di fuori del controllo diretto di un partito”.

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