Dm Elektron di Buja in fermento: si teme delocalizzazione. Segnali positivi dal tavolo di crisi

Trieste – L’incontro sul futuro di Dm Elektron – l’azienda di Buja (Ud) che produce apparecchiature per le telecomunicazioni – tenutosi il 12 dicembre a Trieste, nella sede della Regione, ha prodotto i primi risultati.

Facendo seguito alla richiesta del governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, la proprietà ha infatti reso noto il giorno successivo, 13 dicembre, con una comunicazione indirizzata alla Presidenza e alla direzione regionale competente, i propri piani di produzione per il sito di Buia fino al 31 maggio 2019. I piani prevedono l’impiego di tutte le maestranze coinvolte.

“Si tratta di un primo passo incoraggiante – ha detto l’assessore Fvg al Lavoro, Alessia Rosolen – che va accolto con soddisfazione. Naturalmente, tutti i soggetti interessati dovranno collaborare nei prossimi mesi per garantire la continuità produttiva e occupazionale dello stabilimento di Buia”.

“Auspico pertanto che, a fronte di quanto comunicato dall’impresa, anche i lavoratori valutino positivamente il segnale pervenuto con il ripristino delle condizioni ordinarie di produzione”.

Nella giornata di convocazione del tavolo di crisi infatti c’erano stati momenti di tensione davanti ai cancelli della ditta tra gli operai in picchetto continuo dal 7 dicembre scorso e la Polizia.

Alcuni lavoratori volevano impedire l’accesso in azienda di alcuni camion, bloccando con i loro corpi la strada.

Secondo i sindacati, la Dm Elektron sta delocalizzando la produzione nella nuova fabbrica di Râșnov, in Romania.

I manifestanti volevano impedire lo smantellamento di alcune linee produttive destinate allo stabilimento che l’azienda ha costruito in Romania. Gli agenti, allertati dai dirigenti aziendali, hanno allontanato gli operai prendendoli di peso per consentire il passaggio dei mezzi.

Già l’8 dicembre scorso l’assessore regionale al Lavoro, Alessia Rosolen, aveva incontrato i lavoratori e le sigle sindacali, annunciando la convocazione del tavolo di crisi.

“Il rispetto degli accordi sottoscritti dalla Regione, dall’azienda e dalle sigle sindacali e la tutela delle posizioni occupazionali – aveva detto Rosolen in quell’occasione – sono elementi sui quali non possono esserci margini di trattativa: una volta assunti, gli impegni devono essere rispettati da tutte le parti in campo”.

Nella serata si era svolto il primo incontro fra impresa e rappresentanti dei lavoratori, convocato dalla Regione, a cui hanno preso parte l’assessore regionale alle Attività produttive, Sergio Bini, le parti sociali e l’azienda.

Al termine della riunione, tenutasi nel palazzo dell’Amministrazione regionale a Udine presente l’assessore alle Finanze, Barbara Zilli, Bini aveva valutato positivamente l’atteggiamento responsabile delle rappresentanze sindacali intervenute e, nel contempo, la disponibilità della proprietà ad avviare un percorso assieme alla Regione.

“La Regione – conclude la nota dell’assessorato – continuerà a fare la sua parte, accompagnando il confronto tra azienda e lavoratori nella prospettiva di estendere le garanzie rese anche al periodo successivo al 31 maggio 2019, quando diventerà operativo il nuovo piano industriale”.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi