Elezioni comunali a Trieste 2027, Francesco Russo del PD si ritira e prende quota Mitja Gialuz. Il centrodestra attende

Il Partito democratico ha indicato Mitja Gialuz come candidato sindaco di Trieste per le elezioni amministrative del 2027. La decisione è arrivata all’unanimità dalla Direzione provinciale riunita giovedì 29 ottobre, dopo il ritiro di Francesco Russo, che aveva annunciato poche ore prima la rinuncia alla corsa per evitare divisioni nel centrosinistra. La partita, tuttavia, non è ancora formalmente chiusa: il nome di Gialuz dovrà passare attraverso l’Assemblea del Pd e successivamente ottenere il consenso delle altre componenti della coalizione Futuro in Comune.

La decisione dei democratici conclude una fase di confronto interno che nelle ultime settimane aveva messo in evidenza posizioni differenti sul metodo e sul nome da proporre agli elettori. Da una parte Russo, vicepresidente del Consiglio regionale ed esponente dem, già candidato sindaco nel 2021; dall’altra Gialuz, avvocato e docente universitario, presidente della Società velica di Barcola e Grignano e volto ben noto della Barcolana, la manifestazione velica più partecipata della città.

Russo ha annunciato il proprio passo indietro con una conferenza stampa nella mattinata di giovedì. «Ci sono momenti in cui la responsabilità di chi fa politica non è aspettare che siano gli altri a fare la scelta giusta. È avere il coraggio di farla per primo. Allora faccio un passo di lato, perché la coalizione possa farne uno avanti», ha dichiarato.

Una scelta che l’esponente democratico ha ricondotto soprattutto alla necessità di evitare il ripetersi delle divisioni che avevano caratterizzato la precedente competizione elettorale. Nel 2021 il centrosinistra si era presentato con più candidati, favorendo la vittoria di Roberto Dipiazza al ballottaggio contro lo stesso Russo, sconfitto con uno scarto di appena 2.064 voti.

«Cinque anni fa ci siamo presentati divisi e abbiamo perso», ha ricordato Russo, spiegando di non voler trasformare il consenso raccolto e il lavoro svolto in questi anni in uno strumento di contrapposizione. Non ha nascosto l’amarezza per alcuni passaggi del confronto interno al partito, ma ha assicurato la propria disponibilità a sostenere il nuovo percorso. A Gialuz ha riconosciuto «la disponibilità e il coraggio di affrontare questa sfida importante», garantendo «rispetto, lealtà e piena disponibilità» a contribuire al progetto per la città.

La Direzione provinciale del Pd ha quindi deliberato all’unanimità il sostegno a Gialuz, affidando alla segretaria Maria Luisa Paglia il compito di portare la proposta all’Assemblea del partito entro la metà di novembre. Successivamente il nome sarà sottoposto alle altre forze della coalizione Futuro in Comune. La stessa segretaria ha assicurato che i democratici metteranno a disposizione il proprio radicamento territoriale, le competenze e il lavoro programmatico già avviato.

Gialuz ha ringraziato Russo per quello che ha definito un gesto di grande generosità, sottolineando che il suo contributo continuerà a essere importante per la coalizione. Ha inoltre annunciato l’avvio di una fase di confronto con tutte le componenti politiche, civiche e sociali, con l’obiettivo di costruire una candidatura condivisa e un programma per il futuro della città.

Resta quindi da verificare la convergenza delle diverse forze che compongono il cosiddetto “campo largo” progressista, tra cui Partito democratico, Adesso Trieste, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e le realtà civiche che hanno partecipato al percorso di Futuro in Comune. Il superamento della contrapposizione fra Russo e Gialuz rappresenta un passaggio importante, ma la costruzione di un’intesa politica e programmatica richiederà ulteriori confronti.

Sul fronte opposto, il centrodestra non ha ancora individuato il candidato destinato a raccogliere l’eredità di Roberto Dipiazza, alla guida del Comune per più mandati. Il nome più atteso sarebbe quello del presidente della Regione Massimiliano Fedriga, la cui eventuale discesa in campo cambierebbe gli equilibri della competizione e avrebbe conseguenze anche sul governo regionale, con la necessità di tornare al voto anticipato per la presidenza della Regione.

La decisione spetta tuttavia allo stesso Fedriga, mentre Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia attendono di definire una posizione comune. Nelle settimane scorse diversi esponenti della maggioranza hanno auspicato una scelta entro la fine dell’anno, senza però indicare alternative già condivise.

Un terzo soggetto politico ha intanto annunciato la propria presenza nella competizione. Azione, Partito liberaldemocratico e Ora! hanno individuato in Francesco Cervesi, ingegnere e imprenditore, il candidato sindaco di un’area liberale e riformista che intende presentarsi autonomamente rispetto ai due schieramenti tradizionali. Fra i temi indicati come prioritari ci sono il futuro del Porto Vecchio, il turismo sostenibile, il rilancio dell’industria e della nautica e la gestione dei flussi migratori.

Le elezioni comunali sono attese nella primavera del 2027, indicativamente tra aprile e la prima settimana di giugno, ma la data non è ancora stata stabilita. La prossima tornata si svolgerà inoltre con le nuove disposizioni della legge elettorale regionale: nei Comuni con più di 15 mila abitanti sarà sufficiente superare il 40% dei voti validi per essere eletti sindaco al primo turno, senza ricorrere al ballottaggio.

Una soglia che rende ancora più importante la capacità delle coalizioni di aggregare consensi fin dalla prima fase della campagna elettorale.

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