Frecce Tricolori a Grado nel ricordo di Andrea Saia. Numerose novità nella formazione: le foto

Grado (Go) – L’inno di Mameli ha aperto lo show delle Frecce Tricolori a Grado domenica 14 maggio. Prima dell’inizio è stata ricordata la prematura scomparsa del tenente colonnello Andrea Saia, storico speaker delle Frecce.

Poi le acrobazie dei dieci aerei più famosi al mondo, giunte nella località balneare dopo la prima esibizione a Bari lo scorso 8 maggio. Grado era gremita di pubblico anche per la bella giornata tiepida.

Al “Grado Air Show” ci sono state altre esibizioni di gruppi e singoli piloti acrobatici, tra cui i “Paramotoristi audaci” visti anche alla salita dei Campioni Trieste-Opicina.

Numerose le novità in questa esibizione primaverile: in primis la speaker, Liberata D’Aniello (prima nella fotogallery). Quindi il nuovo comandante, il maggiore Mirco Caffelli (ultimo nella gallery).

Il Maggiore Mirco Caffelli, Comandante delle Frecce Tricolori dallo scorso 25 ottobre, ha svelato la formazione 2017 che propone una interessante novità in una delle posizioni chiave della pattuglia: il ruolo di Capoformazione (Pony 1) è affidato infatti al Maggiore Gaetano Farina, già esperto gregario della compagine acrobatica nazionale. Rimangono invariati, invece, Pony 6 (Leader della seconda sezione), Capitano Mattia Bortoluzzi, ed il solista, Pony 10, Capitano Filippo Barbero.

Quest’anno entra a far parte della formazione un nuovo pilota: il Capitano Franco Paolo Marocco, proveniente dalla linea Eurofighter, nello specifico dal X Gruppo Caccia del 36° Stormo di Gioia del Colle (BA), che volerà col numero 9 al suo esordio il prossimo mese di maggio.

Questa la formazione al completo:
Pony 0 Magg. Mirco Caffelli
Pony 1 Magg. Gaetano Farina
Pony 2 Cap. Luca Galli
Pony 3 Cap. Emanuele Savani
Pony 4 Cap. Massimiliano Salvatore
Pony 5 Cap. Stefano Vit
Pony 6 Cap. Mattia Bortoluzzi
Pony 7 Cap. Pierangelo Semproniel
Pony 8 Cap. Giulio Zanlungo
Pony 9 Cap. Franco Paolo Marocco
Pony 10 Cap. Filippo Barbero

Ecco le foto a cura di Stefano Savini © (Tutti i diritti riservati):

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