I cambiamenti climatici e gli effetti sul Friuli Venezia Giulia in uno studio dell’Arpa

Gorizia – I cambiamenti climatici sono parte integrante dello studio del clima. Essi sono oggi un tema prioritario che coinvolge scienza, società e politica. Le evidenze scientifiche mostrano come, nel corso della storia, sul nostro pianeta le condizioni climatiche siano sempre variate per cause naturali quali il modificarsi ciclico dell’orbita terrestre, la diversa irradianza del sole, la deriva dei continenti, il vulcanismo.

Nei decenni più recenti il cambiamento del clima si manifesta prevalentemente con un forte riscaldamento sia a scala globale che in Friuli Venezia Giulia.

Nella comunità scientifica si è andata sempre più consolidando la consapevolezza che a causarlo sono le emissioni di gas climalteranti derivanti dall’impiego dei combustibili fossili e dall’uso non sostenibile del territorio e delle risorse naturali.

Questo il tema del nuovo studio sui cambiamenti climatici commissionato dall’Amministrazione regionale ad Arpa: “Cambia il clima in Friuli Venezia Giulia” presentato a Gorizia sabato 10 marzo.

Il riscaldamento globale è ormai una evidenza scientifica, che si è andata sempre più consolidando negli ultimi anni. Per contrastare questi cambiamenti climatici sono necessarie risposte integrate a tutti i livelli, da quello globale a quello regionale e locale. Ogni territorio ha infatti le sue specifiche vulnerabilità, che devono essere conosciute per trovare risposte adeguate in un’ottica di sviluppo sostenibile.

Lo studio sui cambiamenti climatici è stato coordinato dall’Osservatorio meteorologico e Gestione dei rischi naturali di Arpa, che si è avvalso delle migliori competenze presenti in regione, avviando collaborazioni scientifiche con gli atenei di Udine e di Trieste e con tre enti di ricerca con sede a Trieste: il Centro Internazionale di Fisica Teorica (ICTP), l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) e l’Istituto di Scienze Marine (CNR-ISMAR).

Il risultato più significativo dello studio climatico è rappresentato dalla realizzazione da parte dell’ICTP di Trieste di una solida banca di dati meteorologici, che contiene per il territorio del Friuli Venezia Giulia le previsioni climatiche fino al 2071-2100 ipotizzando situazioni più o meno favorevoli (scenari). È possibile quindi comprendere gli effetti che si potranno avere sull’ambiente, sugli ecosistemi terrestri e marini, sulle attività produttive, sulla disponibilità della risorsa idrica con indicazioni potenziali anche sul dissesto idrogeologico.

Queste previsioni confermano a fine secolo un aumento della temperatura da 2 a 5 °C in base allo scenario prescelto e la variazione del regime delle precipitazioni con un leggero aumento in inverno e una diminuzione in estate, sebbene nel complesso il totale annuo rimanga grossomodo immutato.

Con questo set di dati climatici sono stati elaborati gli altri indicatori, riferiti al livello del mare, alla variazione della vegetazione, alla presenza di ghiaccio.

Per quanto riguarda il livello del mare, lo studio fa presagire a fine secolo un ulteriore innalzamento di alcune decine di centimetri del livello medio rispetto ai valori attuali. Per la vegetazione si evidenzia una forte riduzione dell’areale interessato da specie tipicamente alpine e una forte espansione di quelle tipiche delle aree mediterranee e sub-tropicali; parallelamente si prospettano cambiamenti negli ecosistemi sia terrestri che marini, con conseguenti variazioni nelle produzioni nei settori dell’agricoltura, dell’allevamento e della silvicoltura. Il ghiaccio è previsto in forte forte riduzione, sia quello presente nelle formazioni sotterranee (grotte di ghiaccio), sia per la quasi totale scomparsa dei nevai permanenti di superficie.

Il rapporto climatico contiene anche diversi “casi studio”, fra cui quelli che analizzano la possibile intensificazione delle piogge alluvionali, degli eventi di acqua alta lungo la costa e le variazioni del ciclo dell’acqua in termini di ruscellamento, scorrimento superficiale, infiltrazione, evaporazione.

Gli eventi alluvionali a fine secolo potrebbero rivelarsi più intensi e/o frequenti, ponendo quindi l’attenzione sull’importanza di una corretta pianificazione del territorio a lungo termine, finalizzata a ridurre gli effetti negativi dei cambiamenti in atto.

Per saperne di più: clima.fvg.it

 

 

 

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