Il barbaro omicidio di Giulio Regeni: l’Egitto consegna nuova documentazione

Roma – La magistratura romana che indaga sul sequestro e l’omicidio di Giulio Regeni ha ricevuto dall’Egitto i verbali di nuove audizioni dei nove poliziotti coinvolti nelle indagini e i filmati, pari al 5% del totale ripreso il 25 gennaio 2016, delle telecamere posizionate all’interno della metropolitana del Cairo.

Il materiale è stato consegnato al pm Sergio Colaiocco dal procuratore generale d’Egitto, Nabeel Sadek, al termine dell’attività istruttoria congiunta svolta da un team di esperti russi alla presenza di inquirenti sia italiani che egiziani e durata circa 15 giorni.

Grazie ad un software sviluppato appositamente dalla società russa è stato possibile salvare circa 10,5 giga di dati, tra “frame” e video, che ora verranno analizzati in Italia nel tentativo di individuare Giulio o soggetti coinvolti nel suo rapimento e uccisione.

Agli inquirenti italiani sono stati “consegnati alcuni nuovi verbali – è detto in una nota congiunta – che sono stati raccolti nelle ultime settimane nell’ambito degli approfondimenti investigativi svolti”.

Si tratta di quanto dichiarato alcuni giorni fa all’autorità egiziane dagli agenti di polizia finiti negli accertamenti avviati ma mai formalmente iscritti nel registro degli indagati.

Nel comunicato è detto, inoltre, che lunedì 28 maggio il procuratore di Roma, Giuseppe Pignatone, ha telefonato al procuratore generale d’Egitto Sadek per esprimere “il suo ringraziamento e la sua gratitudine per i grandi sforzi compiuti della procura egiziana nel corso dell’ultimo anno finalizzati a recuperare le registrazioni delle telecamere di sorveglianza della metropolitana”.

Da parte sua il “procuratore generale egiziano ha espresso a Pignatone la sua più alta stima. I due procuratori hanno rinnovato il loro impegno a continuare a la collaborazione giudiziaria tra le due procure fino ad arrivare alla verità, individuare i colpevoli e rinviarli a giudizio”.

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