Ingiurie e molestie ai giovani ospiti: arrestato il presidente di una comunità per minori e disabili

Trieste – Al termine di articolate indagini dirette dalla Procura della Repubblica di Trieste e svolte dalla Squadra Mobile, nel corso della mattina di lunedì 26 febbraio è stato arrestato Ferdinando Cassago, 70 anni, il presidente de “La Fonte – comunità famiglia Onlus”, con sede in località Prosecco (Ts).

Pesanti le molteplici accuse contestate: maltrattamento aggravato dei minori ospiti della citata comunità: fatti commessi da ottobre 2015 al settembre 2017; atti sessuali tentati con minorenne: fatti commessi nel settembre/ottobre 2015; atti persecutori in danno della ex direttrice della struttura: fatti commessi dal settembre 2013 al 31.12.2016.

Le complesse indagini sono state avviate nel corso del 2017 e si sono basate su numerose testimonianze oltre che sull’esame di una vasta documentazione.

In particolare, la polizia giudiziaria ha ricostruito le condotte contestate all’indagato, procedendo, oltre che all’esame degli atti, anche ad interrogare circa ottanta tra testimoni e vittime, individuati tra dipendenti, ex dipendenti e collaboratori della struttura, nonché tra i minorenni stranieri non accompagnati provenienti da Kosovo, Albania, Pakistan, Afghanistan e Bangladesh.

Tali attività hanno consentito di rilevare la sussistenza di frequenti comportamenti anomali, oltre che perseguibili penalmente, posti in essere dall’indagato nei confronti degli ospiti stranieri minori non accompagnati e di altri soggetti.

È emerso come il presidente già dal 2015, anche nel refettorio della comunità, in più circostanze, avesse utilizzato delle frasi ingiuriose e a sfondo razziale e denigratorio nei confronti di diversi minori stranieri, incutendo in loro timore sotto la minaccia del loro rimpatrio, accompagnando tali ingiurie, proferite con tono aggressivo ed a voce molto alta, con gesti offesivi.

Lo stesso, da quanto emerge dalle indagini, ha, altresì, avuto dei comportamenti sessualizzati ed offensivi della dignità personale, fino a spingersi a proporre ad un minore denaro in cambio di prestazioni sessuali.

Inoltre, anche nel refettorio, durante la consumazione avrebbe posto in essere condotte moleste, fino ad arrivare a mimare atti sessuali con il cibo; in altre circostanze, avrebbe infastidito gli ospiti all’interno delle stanze, facendo loro domande esplicite sulle abitudini sessuali o provando ad accarezzarli.

È stato anche verificato come l’indagato abbia costretto il personale deputato alla somministrazione dei pasti a servire agli ospiti della struttura anche alimenti scaduti e, talvolta, differenti da quelli riportati nei menù giornalieri. Peraltro, dal 2015 al 2017, sono state contestate più violazioni da parte dei competenti uffici sanitari di Trieste in ordine al rinvenimento di cibi scaduti o mal conservati.

Infine, è stato documentato come l’indagato abbia tenuto una condotta vessatoria nei confronti di molti operatori della struttura e, soprattutto, nei confronti dell’ex direttrice, determinando nella stessa gravi e perduranti stati d’ansia, dovendo la medesima fare ricorso a cure mediche.

In esecuzione dell’ordinanza applicativa della custodia cautelare degli arresti domiciliari emessa dal G.I.P. di Trieste, Cassago, dopo le formalità di rito, è stato ristretto presso la propria abitazione, dove dovrà restare a disposizione della competente autorità giudiziaria.

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