Italia-Cina, mercato export da oltre 10 miliardi di euro: il Friuli Venezia Giulia c’è

Trieste – Nel 2016 l’interscambio tra Italia e Cina ha superato i 38 miliardi di euro, con le esportazioni italiane che valgono oltre 11 miliardi di euro, in crescita di circa il 6% rispetto allo scorso anno.

Lo rivela il Rapporto annuale “Cina 2017. Scenari e prospettive per le imprese” promosso dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo sviluppo industriale (Unido Itpo Italy), dalla Fondazione Italia Cina e dalla Regione Fvg.

Il Friuli Venezia Giulia è in prima fila tra le regioni italiane attive nel commercio con l’Oriente:
“Il rapporto avviato con la Cina è il risultato di un lavoro che abbiamo iniziato da tempo e che ha visto nel Forum di Trieste dello scorso anno dedicato alla Via della Seta una tappa fondamentale, che ci porterà entro il 2017 a sottoscrivere un memorandum d’intesa con la provincia di Shanghai”.

Così ha detto la presidente del Fvg Debora Serracchiani alla presentazione del documento, avvenuta il 17 luglio nel palazzo della Regione.

Serracchiani ha sottolineato il valore aggiunto, per il Friuli Venezia Giulia, di essere stata l’unica Regione ad aver partecipato assieme al premier Gentiloni a Pechino all’ultimo Forum “One Belt one Road”, il maxi progetto per una nuova “Via della Seta”: un piano di investimenti plurimiliardario finalizzato al collegamento infrastrutturale, marittimo e terrestre, tra Asia e Europa.

“Non a caso – ha spiegato Serracchiani – in quella sede il presidente Gentiloni ha riferito che la Cina considera quelli di di Trieste e Genova gli unici porti italiani nella Via della Seta. Una considerazione, da parte di Pechino, che recentemente è cresciuta grazie anche all’attuazione del porto franco di Trieste, che apre ad opportunità di investimento in quella che è l’unica area extradoganale all’interno dell’Europa”.

L’interesse cinese, come ha affermato la presidente, non si ferma solo al porto di Trieste, ma riguarda tutta la regione. In particolare coinvolge la produzione industriale del territorio, le filiere (come quella del mobile) e tutto il settore dell’alta formazione universitaria e della ricerca scientifica.

Serracchiani ha quindi ringraziato, oltre l’Unido e la Fondazione, anche l’ambasciatore italiano a Pechino Ettore Sequi per il grande sostegno offerto alla Regione nei rapporti con la Cina.

Lo stesso Sequi, intervenendo in videoconferenza, ha confermato la crescente attenzione per il Friuli Venezia Giulia, in particolare per la nuova realtà offerta da porto franco di Trieste, in considerazione delle proiezioni dei consistenti volumi di traffico marittimo dalla Cina che interesseranno il Mediterraneo.

Da parte sua il vicepresidente ed assessore alle attività produttive Segio Bolzonello ha affermato che la riprova di un rilancio in termini economici e di competitività complessiva del Friuli Venezia Giulia è comprovato dal percorso della Via della Seta, che vede Trieste una tappa strategica per i traffici marittimi, coinvolgendo nelle dinamiche di sviluppo anche gli spazi retroportuali presenti in regione.

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