La proprietà cinese della fabbrica pordenonese Safop chiude l’attività. 76 dipendenti a rischio

Pordenone – La holding cinese Jingcheng Holding Europe Gmbh, ha reso noto lo scorso 1° luglio, con una lettera, lo stop all’attività produttiva della storica fabbrica pordenonese Safop, specializzata nella produzione di macchine utensili di grandi dimensioni e materiale ferroviario.

Se non si troverà al più presto una soluzione, i 76 dipendenti della Safop rischiano di perdere il posto di lavoro. Si tratterebbe inoltre di un grave impoverimento per l’industria pordenonese, visto che l’impresa ha raggiunto degli standard di qualità molto alti

Per far fronte alla crisi della Safop, che ha natura finanziaria, i sindacati, Unindustria Pordenone ed il sindaco della città Alessandro Ciriani hanno chiesto un incontro urgente in Regione.

“Abbiamo sollecitato questo tavolo regionale con gli assessorati al Lavoro e Industria – ha detto il presidente di Unindustria Pordenone, Michelangelo Agrusti – durante il quale vedremo quali strumenti la Regione potrà mettere in campo e come sarà possibile attivarsi per trovare un investitore, possibilmente europeo, del settore e interessato a rilevare l’impianto”.

Agrusti nell’occasione ha rimarcato le proprie perplessità nei confronti degli investitori cinesi.

Nei prossimi giorni è atteso il provvedimento del Tribunale di Pordenone con la nomina del curatore fallimentare. Dopo il decreto saranno attivati gli ammortizzatori sociali.

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