Odontoiatria pubblica in Friuli Venezia Giulia, più servizi e soglie Isee più alte

Trieste – La Regione Friuli Venezia Giulia amplia l’offerta di odontoiatria pubblica e rende più accessibile l’ingresso ai servizi, con un intervento che punta ad allargare la platea dei beneficiari e a rafforzare le prestazioni disponibili. La Giunta regionale ha approvato la delibera 478/2026, che introduce nuove misure sia sui livelli essenziali di assistenza (Lea) sia sulle prestazioni extra Lea, con particolare attenzione a minori, famiglie con redditi bassi e persone in condizioni di fragilità sanitaria.

Tra le novità principali c’è l’innalzamento delle soglie Isee per l’accesso alle cure. Per la vulnerabilità sociale il limite passa da 15mila a 20mila euro, mentre per quella sanitaria arriva fino a 35mila euro. Anche per le prestazioni extra Lea cresce la soglia di gratuità, che sale da 6mila a 10mila euro, con un impatto stimato su circa 30mila famiglie.

Sul fronte dei Lea, l’età evolutiva viene estesa da 14 a 16 anni, con circa 15mila minori in più coinvolti. Si amplia inoltre il ventaglio delle prestazioni erogabili e si riducono le quote di compartecipazione. Interventi specifici riguardano anche la riabilitazione protesica e i trattamenti ortodontici, con condizioni di accesso più favorevoli e criteri aggiornati.

Una parte rilevante del provvedimento è dedicata alle persone con disabilità. Sono previste visite domiciliari annuali per gli ospiti delle strutture dedicate, il rafforzamento del progetto Dama (Disabled Advanced Medical Assistance) e l’estensione del pronto soccorso odontoiatrico dedicato. La rete dei servizi di emergenza viene portata a sei sedi: Trieste, Gorizia, Udine, Pordenone, San Vito al Tagliamento e l’Irccs Burlo Garofolo per l’ambito pediatrico.

Il sistema sanitario regionale punta anche a consolidare il passaggio verso una sanità più radicata sul territorio. Il presidente della Regione, Massimiliano Fedriga, ha spiegato che “la Regione rafforza ulteriormente il proprio impegno nell’odontoiatria pubblica rendendo più favorevole la soglia per l’accesso alle prestazioni Lea, incrementando le prestazioni extra Lea e ampliando la platea delle persone che possono accedervi”. Lo stesso Fedriga ha richiamato l’importanza dell’appropriatezza prescrittiva, osservando che “è essenziale che siano i professionisti a determinare l’urgenza e l’utilità degli esami per evitare di saturare il sistema”.

L’assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi, ha sottolineato come l’investimento rappresenti una continuità rispetto al lavoro avviato negli ultimi anni: “Con la nuova delibera abbiamo migliorato gli strumenti per ampliare la platea di persone che possono accedere a queste prestazioni, andando incontro alle esigenze di chi non ha le possibilità per rivolgersi al privato”. Secondo i dati regionali, oggi il sistema pubblico copre circa l’8% dell’offerta odontoiatrica complessiva, valore superiore alla media nazionale.

Il provvedimento si inserisce in un percorso avviato nel 2016 e rafforzato anche dalla collaborazione con l’Università, che ha portato allo sviluppo di progetti avanzati in ambito odontoiatrico e implantologico.

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