Pablo. Quando le ferite si misurano con la vita domani presentazione al Caffè San Marco

Trieste – Domani, mercoledì 16 maggio alle ore 18, all’antico Caffè San Marco verrà presentato il libro “Pablo. Cuando las heridas se miden con la vida” – Pablo. Quando le ferite si misurano con la vita – di Maria Claudia Dominguez, Asterios Edizioni.

Interverranno oltre l’autrice Maria Claudia Dominguez; la traduttrice Ariana Soledad Poetto e la presentatrice Helena Lozano Miralles.

Si tratta della traduzione, fatta da Ariana Soledad Poetto, del romanzo psicoanalitico della stessa autrice. Peraltro romanzo finalista al premio internazionale Salvatore Quasimodo 2016 e Merito d’onore per la narrativa del Premio internazionale Golfo di Trieste 2017.

Una narrazione autobiografica, anche se il protagonista principale è suo fratello. Un libro scorrevole e semplice in cui traspare il modo in cui l’autrice con ironia e senso dell’humor si destreggia per attraversare durante la sua adolescenza, un periodo difficile come quello della dittatura militare in argentina e l’inizio di quello che è stato l’esilio. Il libro riflessione su se stessi e sull’importanza della psicoanalisi come una risorsa preziosa per scrivere e riscrivere la propria storia in  modo entusiasta e recuperare fiducia nell’altro nonostante i traumi della vita.

Il libro inizia con una descrizione dell’infanzia dell’autrice e la sua precoce assunzione della maternità:… “Era pesante il primo bambolotto in bianco, era il più bello che avessi avuto tra le braccia, a tre anni. Allora lo adottai…”. La progressiva scoperta delle singolarità del fratello Pablo la accompagnano quasi dall’inizio della sua vita e il romanzo narra la concezione di un “modus vivendi” che rende possibile la convivenza familiare.

Come scrive Eduardo Minesas in una sua recensione “Lentamente, oltre all’ambito familiare, si insinua una realtà più vasta, che impone il confronto con le istanze sociali, con i professionisti che tratteranno le stranezze di suo fratello, l’esercito che domanderà la sua inclusione in un ordine non desiderato, con l’arbitrarietà e l’orrore, in un paese degli orrori.  Appare allora una risorsa che segnerà il divenire dell’autrice: salvare le persone che sono importanti per lei.

Allo stesso tempo avviene la scoperta della psicoanalisi, come esperienza vissuta sulla propria carne. I diversi temi, personali e sociali, si avvicendano in una spirale che si estende, cominciando ad includere riflessioni e collegamenti tra i diversi strati dell’esperienza analitica, amorosa e sociale, nella quale i riferimenti ad artefici di diverse lettere (Le mille e una notte, Cortazar, Borges..), arrichiscono e spesso esplicitano il percorso. Tutto ciò si cristalliza in un mantra che conduce alla risoluzione di un’istanza che permetta di parlare in nome proprio e cosi facendo rende possibile il consolidamento di una posizione legata all’essere ed all’agire”.

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