Parlamento e governo ribadiscono la richiesta di verità su Giulio Regeni. Ministro Salvini al Cairo

Roma – Nella sala del Mappamondo, a Montecitorio, si è svolta giovedì 19 luglio la tradizionale cerimonia di consegna del Ventaglio al presidente della Camera dei deputati, Roberto Fico, da parte dell’Associazione stampa parlamentare.

Nel corso dell’incontro, sollecitato dai giornalisti, il presidente ha ribadito la volontà del Parlamento e del Governo di fare piena luce sul barbaro omicidio di Giulio Regeni, il cui corpo martoriato fu ritrovato alla periferia del Cairo il 3 febbraio 2016.

“La questione Regeni è per me fondamentale – ha detto Roberto Fico -. Domani incontrerò il presidente del Parlamento egiziano. La verità su quanto è successo non vale solo per la dignità della famiglia ma di tutti noi, delle istituzioni. Noi siamo vicini al 100 per cento a famiglia Regeni”.

“Sono contento che anche il presidente Conte e il ministro Salvini abbiamo affrontato la questione. Vedo che c’è una linea istituzionale e governativa su questo e sono molto contento di ciò. Lo merita la famiglia, il Paese e lo Stato”.

Il 18 luglio il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini si è recato al Cairo per una breve visita ed ha incontrato il presidente Abdel Fattah Al Sisi, chiedendo in particolare di fare “piena luce sull’omicidio di Giulio Regeni” e parlando anche del tema immigrazione, con la questione Libia in primo piano, oltre che del rafforzamento delle relazioni bilaterali tra i due Paesi.

Su Regeni, in particolare, Al Sisi ha confermato a Salvini “la volontà e il grande desiderio di arrivare a risultati definitivi delle indagini” e di “scoprire i criminali per fare giustizia su questa vicenda”. E ha sottolineato “l’impegno dell’Egitto a cooperare attraverso le autorità competenti ed il potere giudiziario e di coordinarsi con i loro omologhi italiani”.

Soddisfazione è stata espressa da Salvini per la cooperazione assicurata dalle autorità egiziane nelle indagini sulla tortura e l’uccisione dello studente italiano, finalizzata ad assicurare alla giustizia i responsabili di questo crimine. “Mi è stato promesso chiarezza e chiarezza sarà fatta, con risposte certe e in breve tempo” ha spiegato il ministro.

Il presidente egiziano, Abdel Fattah Al Sisi ha confermato “la volontà e il grande desiderio di arrivare a risultati definitivi delle indagini sull’uccisione dello studente italiano Giulio Regeni e di scoprire i criminali per fare giustizia su questa vicenda”.

Lo ha affermato il portavoce della presidenza egiziana, Bassam Radi, in un comunicato diffuso dopo la conclusione dell’incontro svoltosi al Cairo.

Al Sisi – si dice ancora nel comunicato – ha sottolineato “l’impegno dell’Egitto a cooperare attraverso le autorità competenti ed il potere giudiziario e di coordinarsi con i loro omologhi italiani”.

All’incontro hanno partecipato l’ambasciatore d’Italia al Cairo, Giuseppe Cantini, il ministro dell’interno egiziano, Mahmoud Tawfiq e il capo del Servizio Informazioni Generali, Abbas Kamel.

Da parte sua – ha rilevato il portavoce Radi – Salvini ha confermato “la profondità e la solidità del rapporto tra i due Paesi e ha valorizzato la cooperazione tra le due parti, specie in campo economico, nella lotta contro il terrorismo e sull’emigrazione illegale”.

In proposito Salvini ha sottolineato che l’Italia prevede di organizzare una conferenza internazionale sulla lotta al terrorismo e all’emigrazione clandestina.

Quindi “si è felicitato per la cooperazione delle autorità egiziane nel caso dell’uccisione di Giulio Regeni per accertare la verità e arrestare i criminali che ne sono responsabili”.

Il colloquio ha anche riguardato le relazioni bilaterali ed il presidente egiziano, ha detto il portavoce Radi, “ha confermato il desiderio di consolidare la cooperazione tra Egitto e Italia sui diversi scacchieri e di realizzare il partenariato strategico tra i due paesi amici”.

Sono state quindi esaminate questioni internazionali e regionali di interesse comune, ed in particolare gli ultimi sviluppi del dossier libico e dell’emigrazione clandestina nel Mediterraneo.

Il portavoce ha aggiunto che le due parti hanno convenuto sulla necessità di costruire le istituzioni dello stato libico, soprattutto l’esercito nazionale, il parlamento ed il governo, di mantenere l’accordo di Skhirat e di sostenere gli sforzi dell’inviato Onu. Nell’incontro sono stati discussi gli sforzi comuni e la cooperazione bilaterale nel campo della lotta al terrorismo

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