Parte FREEeste, la nuova zona franca industriale di Trieste

Trieste – Parte FREEeste, la nuova zona franca industriale di Trieste: è stata firmata il 18 gennaio presso la Torre del Lloyd a Trieste l’intesa tra l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, la Prefettura di Trieste, la Regione Friuli Venezia Giulia, i Comuni di Trieste e San Dorligo della Valle e il Consorzio di Sviluppo Economico Locale dell’Area Giuliana.

È questo un passo decisivo nell’iter di spostamento del regime giuridico di Punto Franco presso Bagnoli della Rosandra nell’area di proprietà dell’Interporto di Trieste, dove si sta sviluppando un nuovo polo retroportuale logistico e industriale.

Si tratta di un atto propedeutico, ma fondamentale per arrivare alla successiva emanazione del decreto a firma del presidente dell’Autorità di Sistema Portuale e quindi alla partenza operativa, nei prossimi giorni, delle attività in capo all’Interporto di Trieste.

La procedura prevede infatti che lo spostamento del Punto Franco avvenga con un provvedimento del presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, previa intesa con la Regione, i Comuni e le altre Istituzioni interessate.

Oltre che dal sindaco Roberto Dipiazza, l’accordo è stato firmato dall’assessore regionale alle Infrastrutture del FVG Graziano Pizzimenti, dal presidente dell’Autorità del Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale – Porti di Trieste e Monfalcone Zeno D’Agostino, la prima cittadina di San Dorligo della Valle – Dolina Sandy Klun, dal Commissario di Governo per il FVG Annapaola Porzio, dalla vicepresidente del Consorzio di sviluppo economico locale dell’Area Giuliana Sandra Primiceri. Presenti tra gli altri anche i presidenti dell’Interporto Trieste SPA Giacomo Borruso e della Camera di Commercio della Venezia Giulia Antonio Paoletti.

“È un’intesa di portata storica, abbiamo fatto una cosa fantastica – queste le parole del sindaco Dipiazza -. Qualche anno fa veniva a Trieste qualche azienda e ci chiedeva spazi e non c’era nessuna possibilità. Da oggi abbiamo invece 75 mila mq di magazzini serviti con il carro ponte, con la possibilità di costruirne altrettanti in una zona franca internazionale, servita a pochi metri da autostrada e rete ferroviaria. Tutto questo è un’opportunità straordinaria, che si realizza concretamente grazie all’impegno comune di tutti, dando una grande possibilità industriale e di lavoro alla nostra città e a tutto il suo territorio”.

Così Zeno D’Agostino: “Questa giornata è una data storica per il programma di sviluppo del porto, ma soprattutto per la nostra città e la nostra Regione. Parte FREEeste la nuova free zone industriale di Trieste”.

La struttura di Bagnoli della Rosandra, acquisita dall’Interporto di Trieste da Wärtsila Italia nel dicembre 2017, con un investimento totale di circa 21 milioni di euro, comprende un’area di 240 mila metri quadri, di cui 74 mila coperti e include un raccordo ferroviario  con la stazione di Aquilinia. L’acquisizione è nata da una carenza di spazi a Fernetti per ospitare attività logistica. “Questa è un’operazione fondamentale – spiega Giacomo Borruso, presidente dell’Interporto di Trieste – perché ha permesso la realizzazione di un’area retroportuale adeguata alle attuali esigenze di sviluppo dello scalo giuliano. Ora con il Punto Franco prevediamo un ulteriore aumento delle nostre attività”.

Entro pochi giorni, infatti, il comprensorio godrà dei benefici del regime di Punto Franco, anche se l’inaugurazione ufficiale delle struttura è prevista a febbraio.

Va rilevato che l’Interporto sta già operando nei nuovi magazzini da giugno 2018  con l’acquisizione di  ulteriori traffici (coils e forestali), e l’avvio di operazioni di movimentazione e deposito a supporto dell’industria locale come Wärtsila Italia e Mangiarotti. Ad oggi, ancor prima dell’introduzione del nuovo regime, sono già state movimentate 37 mila tonnellate di merce.

Una parte delle aree coperte verrà inoltre attrezzata come magazzino refrigerato con una prima unità di 20 mila posti pallet, sia a supporto dell’export dei prodotti regionali, sia per l’import di prodotti deperibili in distribuzione in tutta Europa.

Il passo successivo sarà rendere operativa la parte ferroviaria. “L’area è completamente efficiente proprio grazie alla presenza della ferrovia. L’Autorità di Sistema investe solo dove vi è la presenza di binari”, specifica D’Agostino.

Nel comprensorio esiste un raccordo ferroviario interno, che sarà completamente rimesso a nuovo e allacciato alla stazione di Aquilinia tramite una bretella di 2 chilometri di proprietà di COSELAG, il Consorzio di Sviluppo Economico Locale dell’Area Giuliana.

I lavori di riattivazione della stazione di Aquilinia saranno invece portati avanti da RFI, con un investimento di circa 17 milioni di euro. Con la fine dei lavori ferroviari, previsti entro l’inizio del 2020, Aquilinia diventerà stazione di riferimento per tutto il porto industriale, collegando FREEeste, Piattaforma Logistica e Area Ex-Aquila.

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