“Pensiero Turoldo”: progetto dedicato alla voce profetica di padre Maria Turoldo al Verdi di Pordenone

Pordenone – Accanto all’articolato omaggio a Pier Paolo Pasolini, che trova spazio già da tempo al Verdi di Pordenone, il Teatro ha inaugurato un nuovo progetto pluriennale, giunto adesso al suo terzo anno di sviluppo, dedicato e ispirato ad un’altra voce profetica originaria della terra friulana: padre David Maria Turoldo.

L’edizione 2020 del percorso “Pensiero Turoldo” rinsalda ancora una volta il legame tra il Verdi e le nuove generazioni, dedicando ancora particolare attenzione al pubblico dei giovani.
In programma venerdì 14 febbraio alle 18.00 l’appuntamento ad ingresso libero tra musica e parole “E nel silenzio il canto: la speranza nell’odierna condizione giovanile”, realizzato con l’Associazione Culturale Coro “Le Colone” e il sostegno di CiviBank.

Un progetto che conferma come la testimonianza di padre David Maria Turoldo sia ancora viva. Attraverso essa, e il propellente profetico che l’attraversa, riusciamo a leggere a fondo la contemporaneità.
Soprattutto acquisiamo valore umano dinanzi ai gravi problemi del mondo troppo frequentemente osservati a distanza con atteggiamento d’impotenza, se non addirittura nell’indifferenza.

Per raccontare e attraversare le tante contraddizioni che tormentano il presente, dove anche i giovani scontano condizioni di disagio, ecco uno spettacolo musicale in forma di riflessione con il coinvolgimento degli studenti di composizione del Conservatorio Jacopo Tomadini di Udine, coordinati da prof. Renato Miani, che hanno musicato testi poetici di padre Turoldo per quartetto d’archi e coro giovanile, selezionati con particolare attenzione da padre Ermes Ronchi e mons. Nicola Borgo.
Il momento riflessivo è affidato a Pierluigi Di Piazza – noto prete “di frontiera”, fondatore del Centro di accoglienza “Ernesto Balducci” di Zugliano – Daniele Fedeli e Fabio Turchini.Un’occasione di ispirato approfondimento, di sguardo critico sull’oggi, di accorata condivisione tra generazioni diverse. Dedicare un momento annuale d’arte, di cultura e di approfondimento alla figura di padre David evidenzia la forza della sua. statura di uomo, di religioso, di poeta e intellettuale. Ancora oggi egli è in grado d’interpellare e orientare le sensibilità sulle più acute contraddizioni che attraversano il presente.

Al fondo della necessità di un percorso turoldiano c’è il richiamo alle forti tensioni di un mondo che cambia smarrendo il senso di una piena umanità: è perciò significativo interrogare una figura emblematica come la sua, una voce alta e vibrante di appassionato impegno in difesa dei più deboli, di una povertà rivendicata come valore. Magari questo sguardo fosse quello dei giovani che oggi diffusamente scontano situazioni di disagio. Il loro futuro non è percepito quale promessa ma come minaccia, e spesso manca la risposta ai loro perché (perché mi debbo impegnare? perché debbo stare al mondo? perché lottare se la società non mi convoca, non mi chiama per nome e mi vede come un problema anziché come una risorsa?): manca, insomma, un punto di vista attraente grazie al quale far fronte alle “passioni tristi” di quest’epoca. Come potremmo da adulti scambiare con i più giovani il senso di possibilità dello stare volitivamente al mondo, un mondo in cui valga l’urgenza di lottare per far fiorire ovunque bellezza, bellezza per tutti, se non attingendo alla testimonianza turoldiana…

La musica e le composizioni sono firmate da Lino Falilone, Cristina Cristancig, Stefano Boccia, Marianna Acito, Arianna Plazzotta, del Conservatorio di Udine coordinati da Renato Miani e Mario Pagotto. In scena anche il coro Iuvenes Harmoniae – con i direttori Davide Basaldella, Eleonora Petri,Tommaso Zanello e il Quartetto d’archi composto da violini: Valentina Pacini, Martina Orlando al violino, Doriana Calcagno alla viola, Antonio Merici al violoncello e il direttore Alessio Venier

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