Presentata oggi l’estate del Teatro Verdi di Pordenone: un legame vitale tra città e territorio
Pordenone – Una ricca estate che parte dal cuore di Pordenone e arriva fino alle vallate pordenonesi, sotto il segno di un “un legame tra città e territorio” che attraversa palcoscenici, piazze, borghi, malghe e paesaggi naturali di grande suggestione. Per l’Estate 2026 il Teatro Verdi di Pordenone presenta – insieme a Regione Friuli Venezia Giulia e Comune di Pordenone – un articolato cartellone che dal 27 giugno al 1° settembre intreccia teatro, musica, racconto, poesia, letteratura, cultura della montagna, alta formazione teatrale e musicale e un percorso di laboratori che coinvolgerà 70 tra bambini e ragazzi, confermando il ruolo del Verdi come presidio culturale capace di abitare la città e, insieme, di muoversi nel territorio, portando spettacolo e pensiero nei luoghi più identitari della sua provincia.
«Il Verdi è un luogo di incontro e di cultura vissuta», sottolinea il Presidente Giovanni Lessio. «L’Estate 2026 riflette la nostra idea di proposta e il nostro ruolo culturale: uno strumento di crescita, riflessione e sviluppo, capace di collegare generazioni, linguaggi e territori».
La programmazione estiva si compone di più percorsi: i quattro appuntamenti dei mercoledì in Teatro, sul palcoscenico del Verdi con ingresso da via Roma; il Montagna Teatro Festival Estate un’originale occasione d’incontro nelle vallate montane della provincia pordenonese con undici affascinanti tappe tra prosa, poesia e musica. Ancora, le Music Nights, tre serate sotto le stelle in Piazzetta Pescheria e la rinnovata presenza della Gustav Mahler Jugendorchester, protagonista di una nuova residenza artistica estiva a Pordenone che comprende anche due concerti in regione (Duomo di Valvasone e Chiesa di Polcenigo) e i due grandi concerti al Verdi per il Summer Tour 2026. Un itinerario che accompagna Pordenone nel percorso verso Capitale italiana della Cultura 2027, di cui il progetto Montagna è parte del programma ufficiale 2027, e che guarda al territorio come a un grande teatro naturale, attraversato da linguaggi diversi e da una programmazione pensata per pubblici differenti.
Ad aprire l’Estate 2026 è il cartellone del Montagna Teatro Festival che dal 27 giugno al 2 agosto proporrà spettacoli, concerti e passeggiate poetiche uscendo dagli spazi del Verdi per abbracciare luoghi unici delle nostre vallate: Poffabro, Budoia, Meduno, Pinzano al Tagliamento, Caneva, Tramonti di Sopra, Vito d’Asio, Barcis, Clauzetto e Andreis.
L’apertura è affidata sabato 27 giugno, alle 20.00, a Poffabro, in Piazza XX Settembre, a Giobbe Covatta e il suo spettacolo “70. Riassunto delle puntate precedenti”: alla soglia dei settant’anni e dopo quarant’anni di carriera, il noto comico pugliese, noto per il suo pluriennale impegno ambientale, torna in scena con un percorso tra i suoi monologhi più celebri, in una sorta di “menù degustazione” della sua comicità, capace di parlare di amore, religione, natura, uomini e donne, terzo mondo e vecchiaia con ironia, intelligenza e irresistibile energia teatrale.
Il giorno successivo, domenica 28 giugno, il festival raggiunge alle 11.00 Budoia, Malga Campo, con “Everest 1924. Catturare l’infinito”, scritto e diretto da Gioia Battista, con Giustina Testa e Nicola Ciaffoni. Lo spettacolo rievoca il mistero di Mallory e Irvine, scomparsi l’8 giugno 1924 a pochi metri dalla vetta dell’Everest, intrecciando la memoria della grande spedizione al racconto di una giovane fotografa che, ritrovando una Kodak identica a quella usata nell’impresa, si immerge in una vicenda leggendaria fatta di avventura, amore e memoria. A seguire, sarà possibile pranzare in malga su prenotazione.
Sabato 4 luglio, alle 18.00, il viaggio prosegue in Val Meduna, a Meduno, Borgo del Bianco, con “Leonard Cohen. Il poeta che cantava le donne”, concerto-spettacolo con drammaturgia e interpretazione di Christian Poggioni e voce e chitarra di Marco Belcastro. La figura complessa e magnetica di Cohen — poeta, romanziere, cantautore, artista spirituale e sensuale — viene raccontata attraverso vita e canzoni, da “Suzanne” a “Hallelujah”, da “Dance me to the end of love” a “Bird on the wire”, in un percorso che unisce commozione, ironia e profondità.
Domenica 5 luglio, alle 17.00, nella Chiesa campestre della Santissima Trinità di Pinzano al Tagliamento, il Bazzini Consort propone “Le stagioni del mondo. Vivaldi incontra Piazzolla”, un dialogo tra le Quattro Stagioni vivaldiane e le Cuatro Estaciones Porteñas di Astor Piazzolla. Barocco veneziano e tango nuevo si incontrano in un viaggio tra natura descrittiva e paesaggio urbano, tra contrappunto, nostalgia argentina e slancio ritmico.
Sabato 11 luglio, alle 18.00, il festival sale a Caneva, Stevenà – Malga Fossa, per un omaggio alla figura di San Francesco con “Lu Fossu. Un incontro con San Francesco, poeta”, scritto da Azzurra D’Agostino e interpretato da Michele Bandini. Non un’agiografia patinata, ma il ritratto terreno, ironico e poetico di un Francesco vivo, padre della poesia italiana, che torna a interrogarci a ottocento anni di distanza. Anche in questo caso l’esperienza si completa con la cena in malga, su prenotazione.
Sabato 18 luglio, alle 18.00, Tramonti di Sopra, Teatro di fieno (presso Centro Polifunzionale Via Monte Rest 20), ospita “Cerco un centro di gravità permanente”, omaggio a Franco Battiato, ancora firmato da Christian Poggioni e Marco Belcastro. Musica, parole e poesia ripercorrono la vicenda artistica e spirituale del cantautore siciliano attraverso brani che hanno accompagnato generazioni: da “La cura” a “E ti vengo a cercare”, da “Voglio vederti danzare” a “Povera patria”, fino a “Centro di gravità permanente”.
Il gran finale dell’estate sarà affidato proprio alla Gustav Mahler Jugendorchester, una delle Orchestre giovanili più prestigiose al mondo, che tornerà in Teatro per i due attesi concerti del Summer Tour 2026 – che toccherà Bolzano, il Festival di Salisburgo, Dobbiaco, Amsterdam, Amburgo, Kloster Eberbach, Ravello – sotto la direzione del Maestro Philippe Jordan, tra i più apprezzati direttori del panorama internazionale. Lunedì 31 agosto, alle 20.30, il programma metterà a confronto due universi sonori: la Musica per archi, percussione e celesta di Béla Bartók, capolavoro del Novecento costruito su architetture rigorose, tensioni ritmiche e atmosfere inquietanti, e la Sinfonia n. 4 in mi bemolle maggiore “Romantica” di Anton Bruckner, vasto paesaggio sinfonico sospeso tra natura, luce e trascendenza. Martedì 1° settembre, alle 20.30, sarà invece la “notte Mahler”, con la Sinfonia n. 7 in mi minore, una delle pagine più enigmatiche e affascinanti del compositore, capace di attraversare il notturno, il grottesco, l’ironia e l’esplosione finale di una scrittura orchestrale visionaria.
Non mancherà nel corso dell’estate uno spazio dedicato ai laboratori teatrali per bambini e bambine, ragazzi e ragazze tra i 7 e i 18 anni: una settantina tra giovani e giovanissimi già iscritti, che parteciperanno ai percorsi di avvicinamento al teatro e ai suoi linguaggi per un’esperienza di scoperta di sé ed esplorazione di nuovi mondi. Ogni laboratorio è personalizzato nel linguaggio, nei testi e negli strumenti utilizzati a seconda della fascia d’età a cui è rivolto, con attività che stimolano l’espressione corporea, la creatività e lo stare insieme. I laboratori partiranno il 29 giugno e sono curati da Campo Teatrale.
Con questo cartellone, il Teatro Verdi conferma un’idea di estate culturale ampia e dinamica: un programma che costruisce un percorso tra città e montagna, tra nuove generazioni e grandi interpreti, tra protagonisti di casa nostra e ospiti internazionali. Dal palcoscenico del Verdi alle piazze alpine, dalle malghe alle chiese storiche, dalle notti musicali in Piazzetta Pescheria alla grande orchestra europea, l’Estate 2026 diventa un invito a vivere il territorio con occhi nuovi, seguendo il filo dello spettacolo dal centro di Pordenone fino ai paesaggi delle sue valli.
Programma completo al www.teatroverdipordenone.it

