Quasi un quarto delle imprese artigiane a conduzione femminile in FVG è a rischio chiusura

Trieste – Il 22% delle imprese artigiane a conduzione femminile in Friuli Venezia Giulia è a rischio chiusura entro giugno, soprattutto perché il 67,5% di queste 5.000 realtà è concentrato nei settori maggiormente colpiti dalla crisi pandemica.

A lanciare l’allarme è la presidente di Confartigianato Donne Impresa Fvg, Filomena Avolio, intervenuta a Trieste all’assemblea delle Associazioni femminili della Regione Fvg.

In Friuli Venezia Giulia si stima in 6,25 miliardi il valore aggiunto prodotto dalle imprese guidate da donne, cui si aggiungono i 4,72 miliardi realizzati dalle lavoratrici dipendenti in imprese maschili per complessivi 10,97 miliardi, cioè il 36,2% del valore aggiunto.

La presidente ha rivolto un appello alla Regione, affinché intervenga a supporto di questa realtà, concentrata in settori come servizi alla persona, turismo e spettacolo.

“Queste imprese – ha ribadito la presidente – in assenza di un adeguato sostegno, rischiano di abbassare definitivamente la saracinesca”.

Avolio ha anche sottolineato che “sulle donne sono ricadute la maggior parte delle incombenze familiari, moltiplicatesi durante la pandemia: maggior tempo speso per l’istruzione dei figli a distanza, la loro cura e non solo”.

Il Movimento Donne Impresa ha elencato le macroaree su cui si deve intervenire: conciliazione dei tempi di vita/lavoro, promozione dell’occupazione femminile, assegni familiari, detrazioni, contributi, pensioni, lavoro agile, ricerca e sviluppo, innovazione anche dei modelli di business e del modello di società e di economia da costruire in regione, digitale.

“Per un verso si tratta di aumentare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro supportando il lavoro di cura, per l’altro di facilitare l’avvio delle imprese e consolidare lo sviluppo di quelle esistenti”.

Print Friendly, PDF & Email
Condividi