Temperature record in tutta Italia, nelle pianure del Friuli si sfiorano i 40 gradi

FVG – Come da previsioni, in tutt’Italia si registrano temperature da record, in un’ondata di calore che sta interessando tutta la prima decade di agosto, in uno degli anni più caldi e secchi del XXI secolo.

Il Campania il record del caldo. A Grazzanise, in provincia di Caserta, la temperatura percepita, complice l’elevata umidità, è stata di 55 gradi (reale 35°), secondo il sito dell’Aeronautica militare.

Sono bollenti anche Puglia e Sardegna. A Marina di Ginosa, in provincia di Taranto, il caldo avvertito è di 50 gradi. Mentre nell’isola temperature completamente fuori media si registrano in diverse località: 49 i gradi percepiti a Capo San Lorenzo, 48 a Decimomannu, 45 a Capofrasca.

In Friuli Venezia Giulia in pianura le temperature hanno toccato i 38 gradi; le previsioni per sabato 5 agosto segnalano ancora qualche grado in più, anche se la ventilazione è in aumento.

A partire da domenica tuttavia fronti atlantici cominceranno a portare temporali sulle Alpi, specie austriache. Dal pomeriggio temporali anche sulle nostre montagne.

Nella serata di domenica un fronte più deciso valicherà le Alpi e lunedì porterà aria più fresca e secca di Bora sulla regione.

Nei primi giorni della prossima settimana farà ancora caldo al Centro-Sud, ma le temperature perderanno qualche grado.

Secondo le ultime proiezioni, la fine dell’ondata di caldo potrebbe collocarsi tra giovedì 10 e venerdì 11 agosto. A dirlo sono i meteorologi del Centro Epson Meteo, ricordando che è la quinta e più intensa ondata di caldo di questa estate.

Lo zero termico si attesta intorno ai 5.000 metri e molti record di caldo sono stati infranti anche in quota. In molte località dell’Emilia Romagna e del Centrosud continuano ad essere toccati picchi fino a 41-42 gradi. E naturalmente, osservano gli esperti, la siccità non potrà che aggravarsi.

A complicare la già difficile situazione c’è l’ozono, che nei giorni scorsi ha superato il livello di allarme (di 240 microgrammi per metro cubo), in particolare nelle zone a nord di Milano (da Como a Monza fino a Bergamo). Altrove i livelli restano superiori alla soglia di informazione (180 microgrammi per metro cubo), come a Parma, Torino, Benevento, Firenze e Bologna.

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