Le piogge non bastano. Nel 2017 temperature da record e siccità, miliardi di danni

Palmanova (Ud) – Sono arrivate tra domenica 23 e lunedì 24 luglio in Friuli Venezia Giulia le tanto attese piogge, con qualche fenomeno estremo – alberi caduti, tombini “esplosi” – e un certo sollievo nelle temperature, che sono scese di alcuni gradi.

Ora l’allerta meteo è rientrata e l’emergenza siccità rimane: decretata nella nostra regione a fine giugno, è ancora lontana dal rientro.

Il 2017 infatti si avvia a diventare un altro anno record per temperature alte e scarse precipitazioni, come riporta la rivista Scientific American: ha il 60% di probabilità di essere il secondo anno più caldo in 100 anni dopo il 2016.

Rispetto alla media delle temperature annuali del XX secolo, infatti, quella del 2017 è più alta di 0,90 gradi (nel 2016 aveva raggiunto un grado).

Il mese di gennaio 2017 è stato il terzo più caldo dal 1880 a oggi a livello globale, superato solo dalle temperature del gennaio 2015 e gennaio 2016.

Anche l’estensione della calotta polare si sta riducendo: nell’Antartide i ghiacci sono del 6,3% al di sotto dell’estensione media, al Polo Nord del 7,5%.

Senza arrivare ai confini del mondo, basta fare due chiacchiere con qualche vecchio alpinista per rendersi conto che i ghiacciai delle nostre Alpi orientali stanno scomparendo.

In poco più di cento anni si sono sciolti 400 ettari di ghiaccio. Sulla Marmolada, nel giro di 20-30 anni, il ghiaccio potrebbe non esistere più.

Neve e ghiacci sono stati per secoli il serbatoio per le coltivazioni delle nostre pianure. A breve perderemo questa risorsa insostituibile.

I danni all’agricoltura italiana dovuti a caldo e siccità per i primi 6 mesi dell’anno sono stati stimati dalla Coldiretti in più di 2 miliardi di euro.

Il Lago di Garda è appena al 34,4% di riempimento del volume mentre il fiume Po al Ponte della Becca a Pavia è a circa 3,5 metri sotto lo zero idrometrico. Per gli agricoltori è sempre più difficile ricorrere all’irrigazione di soccorso per salvare le produzioni.

Le misure per contenere l’emissione di gas serra a livello internazionale non sono condivise da tutti i Paesi, e comunque le sostanze responsabili del surriscaldamento resteranno nell’atmosfera a lungo.

Per i singoli Paesi e le singole Regioni è dunque indispensabile avere delle strategie concrete per far fronte ai rischi legati al verificarsi di inverni sempre più miti e secchi ed estati torride.

(Nella foto: il ghiacciaio della Marmolada nel 1974 e nel 2015. Fonte: Youreporter)

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