Torna a maggio a Pordenone l’atteso appuntamento con il Mercato europeo

Pordenone – Torna il 4, 5 e 6 maggio in centro a Pordenone l’atteso appuntamento con il Mercato Europeo, promosso dalla Federazione italiana venditori ambulanti (FIVA).

L’evento di Pordenone, dopo alcuni cambi di location, si è ormai consolidato e si conferma una delle migliori tappe dell’intero circuito dei Mercati Europei. Le presenze durante i 3 giorni di mercato hanno superato negli scorsi anni quota 50 mila. La FIVA si propone di raggiungere e superare questa cifra anche nell’edizione 2018.

Quest’anno il Mercato Europeo di Pordenone ospiterà circa 120 aziende, in linea con i numeri della scorsa edizione, anche se dislocate in maniera differente: sarà diminuita l’occupazione su piazza XX settembre e su via Martelli, tutti i banchi di somministrazione verranno spostati intorno alle scuole Gabelli insieme a nuovi operatori. Tra le novità 2018 spiccano bulbi dall’olanda, fudge dalla Gran Bretagna, aceto balsamico di Modena invecchiato, cous cous alla trapanese.

I Mercati Europei di Fiva Confcommercio nascono nel 2001, sulla scia delle esperienze positive fatte in altri Paesi dell’Unione europea.

I Mercati Europei sono delle mostre-mercato dei venditori su aree pubbliche provenienti dai paesi dell’UE. Proprio per questo i Mercati Europei di Fiva Confcommercio sono molto di più, perché hanno un valore aggiunto che le consuete iniziative di piazza non riescono ad assicurare.

Il loro punto di forza è il contributo operativo che offre l’intero mondo del commercio: un Mercato Europeo prende forma grazie alla cooperazione della Federazione nazionale e delle associazioni territoriali del commercio ambulante, delle Camere di commercio, degli Enti locali: Comuni o Regioni.

Grazie a questa capacità di “fare sistema” i Mercati Europei arrivano sulle maggiori piazze nazionali, che per un intero week-end diventano internazionali.

L’idea che anima questi eventi è far incontrare gli operatori italiani e i loro omologhi europei con i consumatori italiani. Nei Mercati Europei, i banchi di provenienza estera sono circa il 70% del totale, mentre il restante 30% è composto da rappresentanti delle specificità regionali italiane.

Sotto il profilo merceologico, un 30% di banchi di alimentari si affianca ad un 60% del settore non alimentare, mentre il restante 10% è costituito da operatori che effettuano somministrazione. Gli operatori espongono i prodotti tipici e caratteristici delle nazioni di provenienza.

È grazie a questa varietà che il Mercato Europeo si realizza in un caleidoscopio di forme, profumi, sapori che ricordano le atmosfere europee, nella loro diversità ma anche nella loro somiglianza. Non è esagerato affermare che i Mercati Europei contribuiscono fattivamente anche al processo di integrazione europea.

Ormai i Mercati Europei costituiscono un circuito di altissimo livello qualitativo (grazie anche alla preventiva selezione degli operatori), restaurano l’immagine del commercio su aree pubbliche, esaltano un campo in cui l’Italia vanta una tradizione ineguagliata a livello continentale, sia in termini qualitativo-professionali che legislativi. I Mercati Europei sono una vetrina per le città che le ospitano, rivitalizzano il centro storico, lo restituiscono alla sua funzione originaria e particolare: far incontrare la gente.

Per tutte queste ragioni le Amministrazioni hanno spesso accolto con entusiasmo queste manifestazioni. Esemplari in questo senso i casi di Arezzo, Padova, Modena, Piacenza, dove l’evento è ormai replicato annualmente da più di 10 anni. Ad Iseo l’evento è arrivato lo scorso anno e sin da subito l’amministrazione comunale ha espresso interesse per replicare nel 2017 e nei prossimi anni.

È tutto questo che rende i Mercati Europei un evento atteso dai visitatori, dagli operatori stranieri, ma anche dagli esercenti in sede fissa e dagli operatori del turismo.

 

 

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