1000 sacchi neri di rifiuti, due vedette riqualificate e decine di siti ripuliti: SOS Carso contro il degrado. Le foto

Trieste – SOS Carso nasce nel febbraio 2017 con una pagina Facebook. L’iniziativa parte da tre persone, che dopo aver constatato l’estremo degrado esistente in alcune zone del Carso triestino decidono che è il momento di fare qualcosa di concreto.

La prima uscita ecologica ufficiale è avvenuta il 12 febbraio 2017 , quando è stata fatta la pulizia del sentiero che parte da Dolina per arrivare a San Servolo, un intervento eseguito da tre persone, raccogliendo quasi 100 sacchi neri di rifiuti in un paio di uscite.

Nel corso del 2017 SOS Carso ha effettuato varie uscite ecologiche, ma il momento di svolta è stato a fine luglio, dopo che è stata organizzata una due giorni dedicati alla vedetta Slataper (Monte Primo) con la sua completa pulizia (scritte spray), riverniciatura delle ringhiere e piccoli interventi edili sul soffitto.

Dopo l’evento, la pagina Facebook ha iniziato a farsi conoscere in ambito sia locale che nazionale e pian piano dal quel giorno hanno iniziato ad avvicinarsi altri volontari.

In questo anno e mezzo SOS Carso ha rimesso a nuovo due Vedette (Vedetta Slataper e Vedetta Italia), ha ripulito completamente almeno una decina di zone tra doline, sentieri e grotte portando in discarica almeno 1000 sacchi neri di rifiuti vari, tra cui quasi 500 pneumatici, tonnellate di ferri vecchi tra bidoni e ferraglia di tutti i tipi, circa una trentina di elettrodomestici e centinaia e centinaia tra bottiglie di vetro, barattoli e plastiche varie.

L’uscita più numerosa di SOS Carso è stata fatta con oltre 200 ragazzi e ragazze degli Scout ed ha visto la pulizia del Pozzo a Est Sud Est di Basovizza.

In meno di due anni SOS Carso ha costruito una pagina Facebook molto attiva e seguita, una sede e magazzino sociale (a Trieste, in Via Rossetti), tre mezzi di trasporto per i rifiuti messi a disposizione dai nostri volontari, due attività commerciali che ci danno una mano, la forte collaborazione con la Società Adriatica di Speleologia. A settembre 2018 sono circa una quindicina i volontari attivi.

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