Processo per la tragedia del Natisone, ammessi 50 testimoni. Nuova udienza il 24 marzo
Udine – Prosegue al Tribunale di Udine il processo per la morte di Patrizia Cormos, 20 anni, Bianca Doros, 23, e Cristian Molnar, 25, travolti dalla piena improvvisa del fiume Natisone a Premariacco il 31 maggio 2024.
Nell’udienza del 3 marzo 2026 il collegio ha ammesso circa cinquanta testimoni, tra cui l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi, medici legali e operatori del Numero unico di emergenza. Per consentire la partecipazione del pubblico, particolarmente numeroso, l’aula è stata trasferita in uno spazio più capiente.
Il procedimento è stato quindi aggiornato al 24 marzo. In quella data saranno esaminati materiali audiovisivi e le telefonate intercorse tra le vittime e la centrale operativa, elementi ritenuti centrali per ricostruire con precisione la tempistica dei soccorsi.
Nel frattempo, il Ministero dell’Interno e ARCS (Azienda Regionale di Coordinamento per la Salute del Friuli Venezia Giulia) sono entrati nel processo come responsabili civili. In caso di condanna, potrebbero essere chiamati a risarcire le famiglie delle vittime, che hanno avanzato richieste complessive per circa 3,7 milioni di euro.
Sono quattro gli imputati, accusati di omicidio colposo plurimo: tre vigili del fuoco e un operatore della Sores. Secondo l’accusa, vi sarebbero stati ritardi nell’intervento dovuti a imperizia, negligenza e imprudenza, con i mezzi di soccorso arrivati quando i tre giovani erano già stati travolti dalla piena.
I familiari delle vittime, assistiti dall’avvocato Maurizio Stefanizzi, chiedono di chiarire ogni passaggio della catena dei soccorsi. In aula era presente anche il procuratore Massimo Lia, che ha evidenziato il lavoro svolto sul piano delle indagini tecniche.
Nel frattempo, colleghi dei vigili del fuoco imputati hanno avviato una raccolta fondi che ha superato i 100 mila euro, destinata a sostenere le spese legali degli indagati.

