Negli ultimi sei anni più di 3.100 dipendenti del servizio sanitario regionale si sono dimessi

Trieste – Negli ultimi sei anni più di 3.100 dipendenti del servizio sanitario regionale del Friuli Venezia Giulia hanno lasciato volontariamente il proprio incarico. Il dato emerge da una nuova richiesta di accesso agli atti da parte del consigliere regionale Nicola Conficoni (Pd) che nella relativa nota pubblicata il 3 marzo riporta l’attenzione su una dinamica che continua a incidere sull’organizzazione delle aziende sanitarie.

Nel dettaglio, nel periodo compreso tra il 2020 e il 2025 le dimissioni volontarie sono state 3.116, a fronte di 2.390 pensionamenti. Nel solo 2025 si contano 473 uscite anticipate, un numero in lieve flessione rispetto agli anni precedenti ma comunque consistente.

La distribuzione per aziende evidenzia 1.396 dimissioni nell’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale, 762 nell’Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina, 718 nell’Azienda sanitaria Friuli Occidentale, 117 all’Irccs Burlo Garofolo, 94 al Centro di riferimento oncologico di Aviano e 29 in Arcs.

Secondo il consigliere regionale dem, il dato degli oltre 3mila dipendenti delle aziende sanitarie regionali usciti volontariamente negli ultimi sei anni dimostra – a suo avviso – come il fenomeno non sia stato affrontato in modo adeguato e con lungimiranza. Conficoni richiama anche il fatto che una parte del personale abbia scelto il settore privato, anche in strutture convenzionate con lo stesso SSR.

Sul piano delle misure adottate, il consigliere sottolinea l’introduzione, nel corso del 2025, di incentivi per trattenere il personale, tra cui un “premio fedeltà”. Interventi ritenuti però non sufficienti. «È necessario un ulteriore passo avanti dopo quello tardivo e parziale compiuto dalla Giunta», afferma, indicando tra le priorità un adeguamento più ampio delle retribuzioni, oggi sotto la media nazionale per diverse figure professionali.

Sulla vicenda interviene anche il consigliere regionale Furio Honsell, che esprime preoccupazione per i numeri emersi: «A fronte della grave denuncia fatta dal consigliere Conficoni […] proviamo seria apprensione». Honsell richiama inoltre l’attenzione sulle condizioni di lavoro e sull’organizzazione interna, ponendo il tema dei professionisti che, dopo le dimissioni, proseguono l’attività in ambito privato.

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