Anche in Friuli Venezia Giulia i medici scioperano per 24 ore. Garantiti i servizi essenziali

FVG – Venerdì 23 novembre 2018 si svolge lo sciopero generale di 24 ore dei medici e veterinari dirigenti sanitari del servizio pubblico indetto da Aaroi-Emac a cui aderiscono Anaao Assomed, Anpo-Ascoti-Fials medici, Cimo, Cisl medici, Fp Cgil medici e dirigenti Ssn, Fesmed, Fvm Federazione veterinari e medici, Fassid (Aipac-Aupi-Simet-Sinafo-Snr), Uil Fpl coordinamento nazionale delle aree contrattuali medica e veterinaria.

Lo sciopero si svolge in tutto il territorio nazionale. Saranno garantiti i servizi minimi essenziali.

Al centro della protesta la rivendicazione di finanziamenti adeguati per il Fondo sanitario nazionale, assunzioni per garantire il diritto alla cura e il diritto a curare, il rinnovo del contratto nazionale di lavoro fermo da oltre 10 anni “l’unico del pubblico impiego a non essere ancora stato rinnovato”, spiega il segretario nazionale della Fp Cgil Medici e Dirigenti del Servizio sanitario nazionale, Andrea Filippi.

Non solo, Filippi sottolinea anche come “l’età media del personale medico superi ormai i 53 anni e per i prossimi due anni sono previsti circa 10 mila nuovi pensionamenti, destinati ad aumentare per effetto dell’annunciata introduzione della quota 100”.

Un disagio che si somma alle vaste sacche di precariato che la categoria paga. “Il 10% del personale della Dirigenza è ancora precario – fa notare Filippi -, la gran parte soggetta a contratti atipici. Così come mancano all’appello 2.200 borse di specializzazione”.

Se questo è il quadro, si sommano poi le risorse inadeguate sul Fondo sanitario nazionale. “Governo e Regioni – osserva il dirigente della Fp Cgil Medici – continuano a litigare per stabilire chi debba mettere le risorse, mentre i fondi per il personale della dirigenza sono stati impoveriti di circa un miliardo di euro”.

Queste le ragioni, ovvero finanziamenti adeguati per il Fondo sanitario nazionale, assunzioni per garantire il diritto alla cura e il diritto a curare, il rinnovo del contratto nazionale di lavoro.

“Il Governo continua a definanziare il servizio sanitario pubblico a danno della cittadinanza e a beneficio del privato. Il lavoro dei professionisti che da anni garantiscono il diritto alla salute è umiliato da condizioni di lavoro inaccettabili e da retribuzioni economiche mortificanti rispetto a quelle del privato e degli altri paesi europei. È tempo di un intervento incisivo”, conclude Filippi.

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