Auto a Napoli, assicurazioni a Udine: la Polizia Stradale di Amaro sgomina una banda di truffatori

Amaro (Ud) – Auto a Napoli, assicurazioni a Udine per pagare meno: la Polizia Stradale di Amaro ha individuato e sgominato una banda responsabile di numerosi colpi ai danni delle agenzie di assicurazione con sede non solo a Udine ma anche in tutto il Centro e Nord Italia.

L’operazione, denominata “PWI” si è conclusa giovedì 25 maggio.

Al termine dell’attività investigativa, il Pubblico Ministero della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, titolare dell’indagine, ha chiesto il rinvio a giudizio per 36 persone, responsabili di truffa nei confronti delle varie agenzie assicurative e di uso di falsa documentazione, sia di circolazione che identificativa.

Sono stati 150 i contratti assicurativi accertati come stipulati tramite falsa documentazione e centinaia di migliaia di euro di danno economico arrecato alle compagnie assicurative

Gli episodi rilevati nell’indagine sono solamente una parte di quelli realmente trattati dal sodalizio posto in essere; in effetti, si stima che il numero di polizze “lavorate” dalla consorteria sia quantificabile in diverse centinaia.

L’indagine era iniziata alla fine del 2015, a seguito di specifica denuncia presentata dalla titolare di un’agenzia di assicurazioni di Tolmezzo (Ud) per una truffa posta in essere presso la propria agenzia.

La Squadra di Polizia Giudiziaria, attraverso specifiche attività informative ed investigative, ha individuato una banda criminale, composta da elementi di origine napoletana, responsabile di truffe e falso in particolare nella Provincia di Udine, ma anche in altre zone del Nord e Centro Italia.

Il vertice della banda criminale, individuato dopo una lunga e laboriosa attività di ricerca, era strutturato all’interno di una famiglia, composta da tre fratelli (di cui una donna), e dalla moglie di uno di questi.

La capillare ricostruzione delle svariate truffe ha permesso di stabilire che queste erano iniziate già nel 2014: sostanzialmente, la consorteria criminale, facendo leva sulla diversificazione di tariffazione assicurativa tra Centro/Nord e Sud, provvedeva a commercializzare polizze riguardanti mezzi regolarmente immatricolati nella provincia di Napoli e zone limitrofe, facendoli però illecitamente figurare immatricolati in provincie, come quella di Udine, dove i prezzi sono molto più bassi.

Lo stratagemma adottato dalla banda era molto ben architettato e si concretizzava sostanzialmente con la contrattazione diretta, via utenza mobile, della stipula della polizza assicurativa presso agenzie della provincia di Udine e del Centro/Nord Italia (Padova, Vicenza, Bolzano, Vercelli, Torino, Bologna, Firenze, Isernia, Campobasso, ecc.).

Il gruppo di truffatori era in grado di falsificare i documenti richiesti dall’assicurazione, sia identificativi che di circolazione e fiscali; a seconda dei casi venivano forniti agli agenti assicurativi carte d’identità, codici fiscali, visure camerali e certificati di proprietà creati ad hoc, nonché carte di circolazione sulla quale erano stati applicati falsi tagliandi attestanti l’avvenuto passaggio di proprietà a favore di privati, residenti nel Centro/Nord Italia.

La peculiarità di questa documentazione era quella di essere sempre trasmessa via posta elettronica: così facendo, l’unico contatto che la banda aveva con i titolari o con i dipendenti delle agenzie assicurative era solamente a livello telefonico, mai personale; proprio per questo motivo, l’identificazione degli appartenenti all’associazione criminale è stata particolarmente difficoltosa, ed ha impegnato a lungo gli agenti.

Le agenzie di assicurazioni che stipulavano i contratti erano totalmente all’oscuro della frode posta in essere nei loro confronti.

 

 

 

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