Bacci e Rajnar si confrontano in una doppia personale alla JulietRoom a Muggia

Muggia (Ts) – Oggi, venerdì 4 maggio 2018, alle ore 18.30, s’inaugura a Muggia, alla JulietRoom (via Battisti 19/a) una doppia personale con le opere di Elisabetta Bacci e Mirko Rajnar.

Motivi, situazioni, temi all’apparenza diversi, si dispiegano in un unico progetto espositivo, quasi in una sorta di contrappunto, confronto e dialogo. E, sebbene la declinazione delle singole opere conduca a una apparente diversità, l’impeto conduttore, per ambedue questi artisti è il medesimo: l’impeto che li unisce è il ragionare sulla luce, attorno alla luce, con la luce. Un modo questo, per dire che il colore, è il vero e proprio assillo del loro pensiero e il loro profondo punto di comunione. Il colore in tutte le sue declinazioni cromatiche e nella disposizione alternata nel caso della Bacci e nell’intera possibilità del suo azzeramento nel caso di Rajnar.

Per Elisabetta Bacci, la stesura del colore si manifesta nella costruzione dello spazio disegnato, diviene architettura come definizione del dettaglio all’interno della macrostruttura e come definizione di luoghi simbolici definiti per sagome geometriche semplici e appiattite, mentre nel secondo il colore diviene sottrattivo, pastellato, sfumato. Curiosamente nel ciclo “Jutro” diviene persino afferente a un’origine figurativa. Certo, si tratta di una figurazione, di un’immagine quasi scomparsa, messa a riposo sotto cumuli di pigmento. Più difficile percepire l’oggetto delle trame nella pittura della Bacci: un trapezio è il molo, un rettangolo d’oro è la “Tebah”, mentre una sottile riga verticale diviene l’energia che separa due campiture: il ciclo s’intitola “Fracture”. Quasi un assoluto in variazione cromatica e di misura.

Non che si possa parlare di lavori seriali per questi due autori, ma, in ogni caso, l’istanza conduce alla tensione di una variazione all’interno di un ciclo (o, per dirla in altro modo, potrebbe aprire anche a questa possibilità): la ripetizione come gioco di perfezione; la sequenza come schema compositivo e allestitivo.

Un dialogo non solo tra linguaggi  che presentano spunti in comune, e tra autori di formazione diversa – Bacci si è formata all’Accademia di Belle Arti di Genova, Rajnar in quella di Lubiana, ma anche tra culture e modi di sentire il mondo davvero diversi: più solare e spirituale la prima, più cupo e materialistico il secondo.

La mostra, sarà visitabile sino a venerdì 8 giugno. Orari: ogni venerdì 17.00 -> 19.30, o su appuntamento. Ingresso libero.

Il rinfresco sarà offerto da Girardi Spumanti e Azienda Agricola Sandi Škerk.

Per informazioni: rolan.marino@libero.it

 

 

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