Giorno della Memoria, celebrazioni in Risiera a Trieste il 28 gennaio

Trieste – Come ogni anno, l’edizione 2024 del Giorno della Memoria avrà come fulcro la ricorrenza del 27 gennaio, giorno della liberazione del Lager di Auschwitz.

Le cerimonie commemorative organizzate dal Comune di Trieste si terranno quest’anno nella mattina di domenica 28 gennaio a presso la Risiera di San Sabba Monumento Nazionale, mentre martedì 16 gennaio sono state posate in vari luoghi della città 13 nuove Pietre d’Inciampo (“Stolpersteine”).

Le celebrazioni in Risiera

Le celebrazioni inizieranno alle ore 9 con la deposizione di una corona d’alloro della Polizia di Stato presso la lapide che ricorda la prigionia di Giovanni Palatucci all’interno del Carcere del Coroneo, a cura della Questura di Trieste e dell’Associazione Nazionale “Giovanni Palatucci” Onlus.

Seguiranno la marcia silenziosa verso la Stazione Centrale (ore 9.30), a cura dell’Aned, Associazione nazionale ex deportati – Sezione di Trieste, e la deposizione di una corona d’alloro del Comune di Trieste (ore 10) presso la lapide che ricorda la partenza dei convogli che dal settembre 1943 al febbraio 1945 condussero in Germania i deportati per ragioni razziali, politiche e di sfruttamento economico.

Alle ore 11 nel cortile interno del Monumento Nazionale della Risiera di San Sabba si terrà la tradizionale cerimonia commemorativa con la presenza delle autorità politiche e religiose.

Il Giorno della Memoria di quest’anno inaugura le nuove modalità di accesso alla Risiera di San Sabba in occasione delle cerimonie istituzionali (in particolare quelle del 27 gennaio e del 25 aprile), formulate per ottimizzare la gestione degli ingressi del pubblico e delle autorità.

Nuove modalità di accesso alle cerimonie

Il Piano degli accessi fa seguito alla recente riqualificazione del complesso monumentale in materia di sicurezza antincendio e in relazione alle prescrizioni sugli affollamenti massimi consentiti. Definisce le nuove modalità di accesso alla Risiera di San Sabba in occasione delle cerimonie istituzionali.

Il numero massimo di persone ammesse all’interno della Risiera di San Sabba sarà di 2.200 unità. I partecipanti saranno suddivisi in soggetti accreditati (autorità, portatori di gonfaloni e labari, stampa ecc.) e pubblico. I soggetti accreditati avranno un accesso separato da piazzale De Simone. Il pubblico potrà accedere alla Risiera a partire dalle 10.30 dall’ingresso principale di via Palatucci, entrando liberamente fino a capienza massima esaurita. Raggiunta questa, altre persone potranno entrare solo a fronte di altrettante uscite. La cerimonia sarà trasmessa in diretta streaming per consentire anche a chi non riuscisse ad entrare di seguirla.

Durante la cerimonia il pubblico potrà accedere solo al cortile interno. Gli altri spazi monumentali e museali (celle, sala delle croci, sala del museo…) saranno riaperti a cerimonia conclusa. L’attività ordinaria del Museo e del Monumento riprenderà ad attività concluse, indicativamente a partire dalle ore 13.

La posa delle Pietre d’Inciampo

Martedì 16 gennaio a Trieste sono state posate 13 nuove pietre d’inciampo, dedicate ad altrettante vittime della persecuzione nazifascista.

A posare le Stolpersteine, l’artista tedesco Gunter Demnig, ideatore di questi piccoli monumenti della Memoria. Come ogni anno, le iscrizioni sono state preparate, su richiesta dei singoli committenti, dalla Comunità ebraica di Trieste con l’aiuto di diversi studiosi, enti, associazioni e istituti di ricerca, tra cui l’Associazione nazionale ex deportati di Trieste e il Centro di documentazione ebraica contemporanea di Milano.

L’iniziativa è a cura della Comunità ebraica di Trieste in collaborazione con il Comune di Trieste e con la partecipazione dell’ANED, Sezione di Trieste e del Liceo classico e linguistico statale “Francesco Petrarca” di Trieste, del Festival Victor Ulmann e del Conservatorio di Musica “Giuseppe Tartini” ed è stata resa possibile grazie all’autorizzazione della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia.

Il saluto delle istituzioni

“La memoria dei deportati di origine ebraica durante il nazifascismo assume un significato ancora più profondo alla luce della guerra attualmente in corso in Israele. È inaccettabile come tra le conseguenze di quei drammi vi sia un aumento dell’antisemitismo e come questo fenomeno sia diffuso anche in Europa: sono troppi i cittadini di religione ebraica che hanno paura a professare liberamente la propria fede nella loro città. L’intera componente democratica ha l’obbligo di utilizzare parole forti e non ambigue per affermare che stiamo perdendo pezzi di democrazia e di libertà nei nostri Paesi”.

Sono le parole con le quali il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga è intervenuto, in piazza Ponterosso a Trieste, in occasione della posa della pietra d’inciampo in ricordo di Egon Brunner, deportato dall’Ospedale psichiatrico di Trieste il 28 marzo 1944 e ucciso dalle SS nella Risiera di San Sabba.

Erano presenti, tra gli altri, il sindaco Roberto Dipiazza, il prefetto Pietro Signoriello, il presidente della Comunità ebraica Alessandro Salonichio, il rabbino Eliahu Alexander Meloni e Gunter Demnig, l’artista ideatore delle pietre d’inciampo.

Fedriga ha ricordato il memorandum siglato dalla Regione con alcune Municipalità israeliane per portare avanti iniziative di contrasto all’antisemitismo.

Successivamente, il governatore ha rivolto un ringraziamento agli studenti del liceo Petrarca di Trieste che hanno partecipato all’iniziativa, assieme al Conservatorio Tartini e al Festival Victor Ulmann: “Partire dai giovani nel raccontare principi di verità – ha sostenuto Fedriga – è fondamentale affinché il XXI secolo non sia macchiato da rigurgiti di nuova intolleranza e nuove persecuzioni”.

Saperne di più su:

https://www.museoebraicotrieste.it/en/

https://www.triestebraica.it/it

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