Incendi, caldo e siccità tengono alto il rischio. Roghi ancora attivi in montagna e sul Carso
Il caldo e la siccità continuano a favorire gli incendi in Friuli Venezia Giulia. Nella serata di domenica 9 agosto risultavano ancora diversi focolai attivi, soprattutto nelle aree montane della provincia di Udine e sul Carso, mentre altri roghi sono sotto monitoraggio dopo le operazioni di spegnimento.
La situazione più impegnativa è quella dell’area di Duino, dove l’incendio sviluppatosi nei pressi dell’ex cava è ancora attivo. Per consentire il proseguimento delle operazioni di spegnimento è rimasto chiuso il tratto della strada statale 14 tra Monfalcone e Duino. Durante la notte il perimetro dell’incendio è stato presidiato dai gruppi comunali di Protezione civile di Cividale del Friuli, Doberdò del Lago e Gorizia e dal Corpo pompieri volontari di Trieste. Oggi lunedì 10 agosto sono state attivate nuove operazioni con l’ausilio degli elicotteri del Servizio aereo regionale. È stato inoltre richiesto l’intervento di un Canadair del Servizio aereo dello Stato.
Il rogo sul Carso presenta ulteriori difficoltà legate alla presenza di numerosi ordigni inesplosi risalenti ai conflitti mondiali. Le fiamme ne hanno raggiunti alcuni, provocandone l’esplosione, e questo rende particolarmente complicato l’intervento delle squadre a terra.
Sempre nell’area carsica, l’incendio di località Selz, sulla salita per Doberdò del Lago, nel territorio di Ronchi dei Legionari, è in fase di bonifica e sarà ancora presidiato nella giornata di oggi. A Trieste resta sotto controllo anche il rogo sul Monte Grisa, mentre quello di Padriciano è in monitoraggio.
Numerosi gli incendi anche nella provincia di Udine. A Monte Alz, nel territorio di Verzegnis, il rogo risultava ancora attivo nella serata di domenica. Sul posto erano impegnati il personale della stazione forestale di Villa Santina e il gruppo comunale di Protezione civile di Paularo; le operazioni proseguiranno oggi.
È invece in espansione l’incendio sul Monte Palavierte, nella zona di Illegio, a Tolmezzo. Anche in questo caso è previsto per lunedì il ritorno in azione del Servizio aereo regionale. Ancora attivo anche l’incendio sul Monte Naiarda, a Forni di Sotto, che sarà contrastato con l’intervento dell’elicottero regionale.
Sul Monte Amariana, in località Cuel Feltron, nel territorio di Amaro, le fiamme sono rimaste attive nonostante le operazioni effettuate dall’elicottero del Servizio aereo regionale e dal Canadair CAN21 del Servizio aereo dello Stato. Anche qui le attività di spegnimento riprenderanno oggi.
Restano invece in monitoraggio gli incendi già affrontati nei giorni scorsi sul Monte Nero, in Val Saisera, a Tarvisio, alla Forcella Agar da Lis Tais, a Chiusaforte, sul Monte Festa, a Cavazzo Carnico, e nella zona di Alesso, sul Monte Palar, a Trasaghis.
Nella provincia di Pordenone sono sotto monitoraggio gli incendi sul Monte Valcalda, a Tramonti di Sopra, a Canaldi Cuna, nella Val Tramontina, a Tramonti di Mezzo, e nelle località Tridis e Palcoda, a Tramonti di Sotto. Prosegue invece la sorveglianza dell’incendio di Canal Piccolo di Meduna, a Tramonti di Sopra, dove la colonna di fumo resta sotto osservazione. Per oggi è previsto un nuovo intervento dell’elicottero del Servizio aereo regionale.
Il quadro complessivo resta molto critico, con le squadre dei Vigili del fuoco, della Protezione civile e del Corpo forestale impegnate insieme ai volontari e con il supporto dei mezzi aerei. Le condizioni meteorologiche, unite alla siccità e alla conformazione impervia di molte delle zone interessate, rendono più difficili le operazioni.
Tra le possibili modalità di innesco dei roghi in montagna viene considerata anche quella legata ai fulmini associati ai temporali di calore. Nelle aree di interfaccia tra terreni agricoli e abitazioni rurali non sono invece escluse altre cause accidentali. In alcuni casi viene inoltre verificata l’eventuale relazione tra gli incendi e il passaggio dei convogli ferroviari, per accertare se eventuali scintille possano aver provocato l’innesco. Al momento, tuttavia, non vi sono elementi sufficienti per attribuire in modo definitivo i singoli incendi a queste cause.
Ancora attivo lo stato di massima pericolosità
Ricordiamo che con il Decreto n. 37659/GRFVG dell’11 luglio 2026 (entrato in vigore il 13 luglio 2026), il Direttore del Servizio Foreste della Regione Friuli Venezia Giulia ha dichiarato lo Stato di massima pericolosità per gli incendi boschivi su tutto il territorio regionale.
Il provvedimento, adottato ai sensi dell’art. 11 della Legge Regionale 17/2019, resta in vigore a causa delle temperature elevate, della grave disidratazione della vegetazione e del prolungato periodo di siccità.
Divieti e misure del provvedimento
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Abbruciamenti e fuochi: È vietato l’abbruciamento di residui agricoli e forestali, l’accensione di fuochi e l’uso di apparecchiature a fiamma libera fuori dalle aree appositamente attrezzate e consentite.
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Spettacoli pirotecnici e sagre: È sospeso il rilascio di autorizzazioni in deroga per spettacoli pirotecnici e fuochi d’artificio. I Comuni sono tenuti a verificare le manifestazioni estive per escludere qualsiasi potenziale fonte di innesco o fiamma libera.
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Attività a rischio e materiali: Vietato l’uso di esplosivi, il brillamento di mine o l’impiego di utensili e macchinari che possano generare scintille in prossimità della vegetazione.
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Sigarette e rischi immediati: Tassativamente vietata la dispersione di mozziconi di sigaretta o fiammiferi accesi nell’ambiente.
Controlli e Sanzioni
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Rafforzamento dei controlli: Il Corpo Forestale Regionale e le forze di Protezione Civile hanno disposto il potenziamento dei servizi di pattugliamento e sorveglianza delle aree a rischio.
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Inasprimento delle sanzioni: Durante lo stato di massima pericolosità, le sanzioni amministrative per le violazioni della normativa antincendio boschivo sono raddoppiate, arrivando fino a 2.000 euro.

