Incendi, prosegue lo stato di emergenza. Decine di focolai e allerta per i fumi in Carnia

Udine – Il Friuli Venezia Giulia è in stato di emergenza per la crisi idrica e per la grave criticità legata al continuo ripetersi degli incendi boschivi. Il provvedimento è stato adottato il 14 agosto, dopo che la Regione aveva già dichiarato il preallarme sul territorio regionale il 13 luglio e stanziato le prime risorse per fronteggiare l’emergenza. Nel frattempo la situazione si è ulteriormente aggravata, con diversi incendi ancora attivi o sotto monitoraggio soprattutto nelle aree montane delle province di Udine e Pordenone.

Il fronte più impegnativo resta quello del Monte Amariana, tra Amaro e Tolmezzo, dove nella notte tra sabato e domenica le fiamme sono arrivate a circa 50 metri dalle abitazioni della località Pissebus, rendendo necessaria l’evacuazione precauzionale degli immobili della zona. La situazione è successivamente tornata verso una parziale normalizzazione, ma l’attenzione resta alta.

L’incendio continua a essere affrontato con mezzi aerei e squadre a terra. Nell’ultimo aggiornamento della Protezione civile sono indicati un Canadair della flotta aerea dello Stato e un elicottero del Servizio aereo regionale. Sul terreno operano i volontari di numerosi gruppi comunali di Protezione civile, insieme ai pompieri volontari di Moggio Udinese.

La notte di Pissebus ha richiesto anche il supporto della popolazione e del mondo agricolo locale. Vigili del fuoco e Protezione civile sono stati affiancati da cittadini e agricoltori con autobotti e trattori utilizzati per bagnare il perimetro delle abitazioni. Per le persone evacuate è stata predisposta una prima accoglienza nella palestra comunale “Falcone” di Tolmezzo.

Restano disattivate le linee elettriche di alta e media tensione nell’area interessata.

Strade chiuse e accessi limitati

Per ragioni di sicurezza restano in vigore diverse ordinanze.

È ancora chiusa la strada regionale UD 125 “del Sasso Tagliato”, tra Amaro e Tolmezzo, nel tratto compreso tra il chilometro 0+250 e il chilometro 3+100. La circolazione viene deviata sulla statale 52 “Carnica”.

Il Comune di Amaro mantiene inoltre la chiusura della strada comunale “Forca del Cristo”, che conduce alla località Lisagno. A Tolmezzo è stata disposta anche la chiusura temporanea della strada che conduce alla frazione di Illegio, dall’intersezione tra via Betania e via Illegio.

Le limitazioni agli accessi riguardano anche l’esigenza di non intralciare le operazioni di spegnimento e di evitare la presenza di curiosi nelle zone interessate dai roghi.

L’allerta per la qualità dell’aria

L’emergenza incendi ha conseguenze anche sulla qualità dell’aria. Arpa FVG sta effettuando misurazioni nelle aree potenzialmente interessate dalla ricaduta dei fumi dell’Amariana.

Secondo l’ultimo aggiornamento, le condizioni meteorologiche favoriscono il ristagno dei fumi nei fondovalle durante la notte e nelle prime ore del mattino. Con il passare delle ore, il riscaldamento prodotto dall’irraggiamento solare favorisce invece la dispersione dei fumi, che vengono convogliati verso nord e nord-est nelle parti più interne delle vallate.

La situazione della qualità dell’aria è stata giudicata complessivamente peggiore rispetto al 15 agosto, con un probabile superamento delle soglie giornaliere per il PM10 nelle aree monitorate.

Il Dipartimento di Prevenzione dell’ASUFC precisa tuttavia che la concentrazione di fumo rilevata da Arpa FVG non è attualmente tale da destare allarme. Sono state comunque predisposte raccomandazioni per ridurre l’esposizione, soprattutto per le persone più vulnerabili.

L’indicazione è di rimanere, quando possibile, al chiuso, con porte e finestre chiuse nei periodi di maggiore presenza dei fumi. Gli impianti di climatizzazione che prelevano aria dall’esterno dovrebbero essere spenti o impostati sul ricircolo. All’aperto è consigliato ridurre al minimo il tempo di permanenza ed evitare attività fisiche intense.

In presenza di fumo intenso, se è indispensabile uscire, un respiratore FFP2 o FFP3 ben aderente può ridurre l’inalazione delle particelle fini. Le normali mascherine chirurgiche non offrono una protezione equivalente.

Particolare attenzione viene raccomandata per bambini, anziani, donne in gravidanza e persone affette da patologie respiratorie o cardiovascolari. Tra i possibili effetti dell’esposizione significativa ci sono irritazione agli occhi e alle vie respiratorie, tosse, respiro sibilante, difficoltà respiratoria e dolore o senso di costrizione al torace.

L’emergenza riguarda 17 Comuni

Le raccomandazioni sanitarie sono state estese a 17 Comuni: Tolmezzo, Amaro, Cavazzo Carnico, Zuglio, Arta Terme, Artegna, Sutrio, Cercivento, Paluzza, Paularo, Villa Santina, Moggio Udinese, Tarcento, Treppo Ligosullo, Venzone, Gemona del Friuli e Osoppo.

La decisione è stata assunta dopo il vertice di Tolmezzo al quale hanno partecipato il governatore Massimiliano Fedriga, l’assessore alla Salute e Protezione civile Riccardo Riccardi, l’assessore alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier e il viceministro all’Ambiente Vania Gava.

Fedriga ha definito la situazione una condizione di allerta, non di emergenza sanitaria, ma ha sottolineato la necessità di adottare comportamenti più prudenti, soprattutto per le categorie fragili.

Molti altri incendi tra Udinese e Pordenonese

L’Amariana è il fronte più critico, ma il quadro regionale comprende numerosi altri incendi.

In provincia di Pordenone, il Canal Grande di Meduna, a Tramonti di Sopra, resta sotto monitoraggio, mentre il fuoco del Canal Piccolo di Meduna è arroccato e contenuto grazie alla vegetazione e alla conformazione geologica.

A Tramonti di Mezzo, in Val Tramontina, una ricognizione aerea ha rilevato fiamme, piccoli fronti di discesa e fumo denso ristagnante in valle. L’incendio del Canal di Cuna procede lentamente e, al momento, in maniera contenuta.

Sul Monte Naiarda, a Tramonti di Sotto, sono presenti fiamme radenti in cresta e sul versante al confine tra le province di Udine e Pordenone. Il fronte scende lentamente e resta sotto monitoraggio del Corpo forestale regionale. Sul versante udinese è stato predisposto un vascone per il rifornimento d’acqua degli elicotteri, in vista delle operazioni aeree.

In provincia di Udine, oltre all’Amariana, resta attivo il fronte del Monte Palavierte, sopra Illegio. Nel pomeriggio le fiamme sono riprese rapidamente verso gli stavoli di Pelons, Savale, Sapadici e Plezzis. Due aerei sloveni sono intervenuti nella zona bassa e gli stavoli risultano al momento in sicurezza.

Il Monte Dobis, sopra Fusea, è invece in bonifica. Il Canadair ha contribuito a contenere le fiamme sul crinale alto, mentre a terra operano i volontari di Arta Terme e dall’alto è intervenuto un secondo elicottero regionale. Il Corpo forestale sconsiglia di percorrere i sentieri del monte, in particolare quello dalla cresta del Curiedi al belvedere di Tolmezzo.

Sul Monte Cozzarel, a Chiusaforte, il fronte si sta dirigendo verso Agar dal Lis Tais. Un elicottero regionale ha operato per limitarne l’espansione e per lunedì 17 agosto è prevista la realizzazione di una fascia tagliafuoco a protezione di uno stavolo.

Un nuovo focolaio provocato da un fulmine è stato segnalato sul Monte Cimacuta, a Forni di Sopra. Il rogo potrebbe essersi spento grazie alla pioggia caduta nella zona, ma il Corpo forestale effettuerà un sopralluogo.

Restano inoltre sotto monitoraggio il Monte Nero, in Val Saisera a Tarvisio, dove il fronte è stabile in vetta ma sono presenti fumarole, e gli incendi di Monte Festa, a Cavazzo Carnico, e della località Vidisei, a Cercivento. A Sella Rauna, a Ugovizza, un piccolo incendio provocato da un fulmine, esteso su circa 10 metri quadrati, è stato spento e bonificato.

Focolai anche nel Goriziano e nel Triestino

La situazione non riguarda soltanto la montagna friulana. In provincia di Gorizia resta sotto monitoraggio l’incendio in località Selz, sulla salita di Doberdò del Lago, nel territorio di Ronchi dei Legionari. L’incendio sulla SS55 del Vallone, a Doberdò del Lago, è invece in bonifica e continua a essere monitorato.

In provincia di Trieste è sotto osservazione l’incendio nell’area dell’ex cava Cartiera, a Duino.

La Regione punta allo stato di emergenza nazionale

Di fronte all’estensione del fenomeno, la Regione ha già attivato una serie di provvedimenti. Il 13 luglio è stato dichiarato lo stato di preallarme regionale per la grave criticità derivante dal continuo ripetersi degli incendi boschivi. Lo stesso giorno è stato assunto il primo impegno di spesa, seguito da un ulteriore stanziamento disposto il 12 agosto.

Il 14 agosto è arrivato il passaggio successivo, con la dichiarazione dello stato di emergenza sul territorio regionale per la crisi idrica e la grave criticità legata agli incendi boschivi.

Nel vertice di Tolmezzo il viceministro all’Ambiente Vania Gava ha inoltre confermato l’attivazione degli strumenti necessari per accedere allo stato di emergenza nazionale e ai fondi destinati al ristoro dei danni.

La Regione ha annunciato proprie misure di sostegno alle persone e alle attività economiche colpite. Sul fronte agricolo, circa 70 capi di bestiame sono già stati messi in sicurezza grazie alla collaborazione di cittadini e operatori del settore. Ora occorre garantire la continuità dell’alimentazione degli animali, mentre la stima dei danni sarà effettuata successivamente.

Attesa per il peggioramento del tempo

A offrire una possibile svolta potrebbe essere il cambiamento delle condizioni meteorologiche. Per oggi sono previsti temporali sparsi sulla zona montana, più probabili verso il confine con il Veneto, mentre dalla serata non è escluso qualche rovescio anche sulla pianura pordenonese.

Domani sono possibili rovesci e temporali sparsi prima sulla montagna e successivamente anche sulla pianura e sulla costa, con la possibilità di fenomeni forti, piogge localmente intense e raffiche di vento.

Martedì e mercoledì è prevista una nuova rimonta anticiclonica, mentre da giovedì l’anticiclone dovrebbe ritirarsi, lasciando spazio a precipitazioni che potrebbero risultare anche abbondanti.

Per una regione alle prese con la siccità e con numerosi incendi ancora sotto osservazione, la pioggia rappresenta quindi un elemento atteso, anche se resta da verificare quanto sarà estesa e soprattutto quanto riuscirà a incidere sui fronti ancora attivi.

 

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