La sfida dell’intelligenza artificiale nelle imprese, se ne parla in Confindustria Alto Adriatico

Trieste – Si è tenuto giovedì 2 luglio a Trieste l’evento “L’AI entra in azienda: strumenti e risorse per le PMI”, iniziativa organizzata da A2A (multiutility italiana attiva in energia, ambiente e servizi) in collaborazione con Confindustria Alto Adriatico, con l’obiettivo di favorire la diffusione dell’intelligenza artificiale nelle piccole e medie imprese del territorio e supportarne i percorsi di innovazione.

L’incontro si inserisce in un progetto più ampio che punta a mettere in rete grandi imprese, associazioni di categoria, università e istituzioni per accompagnare le PMI nell’adozione di soluzioni basate sull’intelligenza artificiale e sull’innovazione tecnologica in modo sostenibile e misurabile nei processi aziendali. Al centro anche il tema dell’accesso alle risorse e ai finanziamenti disponibili a livello europeo, nazionale e regionale.

L’evento si è aperto con i saluti istituzionali e un confronto sullo scenario attuale tra Michelangelo Agrusti, presidente di Confindustria Alto Adriatico, e Flavio Pasotti, vicepresidente di A2A, seguiti dagli interventi di Gianluca Fabbri, docente del Master in Management e Controllo dei Fondi Comunitari alla Luiss Business School, Marco Olivotto, direttore generale di LEF – Lean Experience Factory, Franco Scolari, direttore generale del Polo Tecnologico Alto Adriatico, e in chiusura Alice Guerini, Head of AI Factory di A2A Life Ventures.

«La competitività delle imprese non dipenderà dalla semplice disponibilità dell’intelligenza artificiale, ma dalla capacità di governarla e integrarla nei processi produttivi e organizzativi», ha dichiarato Michelangelo Agrusti. «Per questo il Sistema Alto Adriatico ha scelto di investire nella costruzione di un ecosistema che mette in relazione imprese, formazione, ricerca e istituzioni, affinché anche le PMI possano trasformare l’innovazione in un vantaggio competitivo concreto».

Per Flavio Pasotti, vicepresidente di A2A, l’intelligenza artificiale rappresenta una leva centrale per la competitività del sistema produttivo, insieme alla transizione energetica e alla digitalizzazione. «La sfida, soprattutto per le PMI, non è solo tecnologica ma anche culturale», ha spiegato, sottolineando come l’azienda abbia deciso di promuovere momenti di confronto per favorire l’accesso alle competenze e ridurre il divario di adozione dell’AI, oggi ancora limitata in una quota ridotta delle imprese.

Nel corso dell’incontro è stato approfondito anche il percorso avviato da LEF e dal Polo Tecnologico Alto Adriatico “Andrea Galvani”, che hanno sviluppato il primo sistema italiano di formazione propedeutico alla certificazione delle competenze in intelligenza artificiale, in prossimità della nuova norma UNI 11621-8:2026.

Secondo Marco Olivotto e Franco Scolari, l’iniziativa traduce rapidamente in strumenti operativi le novità normative e offre a imprese e professionisti un percorso strutturato per acquisire competenze verificabili e riconosciute. Il progetto si inserisce nel quadro dell’AI Act europeo, che attribuisce crescente importanza alla governance dell’intelligenza artificiale e prevede sanzioni fino a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato annuo globale per le violazioni più gravi.

Un modello che punta a trasformare l’evoluzione normativa in un’opportunità di crescita, rafforzando competenze, competitività e capitale umano nelle imprese del territorio.

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