Le mezze stagioni stanno scomparendo? I dati di Arpa FVG raccontano un clima che cambia
Trieste – È stato presentato oggi a Trieste il numero 1 di Terra rara, la pubblicazione trimestrale di Arpa Friuli Venezia Giulia che racconta l’ambiente regionale attraverso dati, analisi e approfondimenti. Dopo il numero zero dedicato all’inverno, la rivista segue il ritmo delle stagioni e dedica questa edizione alla primavera, affrontando tra gli altri un tema che può sembrare un luogo comune ma che riguarda l’ambiente e con lui tutti noi: il cambiamento delle mezze stagioni.
Uno degli articoli di punta del numero, infatti, approfondisce proprio quella sensazione sempre più diffusa che primavera e autunno “non sono più quelli di una volta”. Una percezione condivisa da molti e che viene confermata dai dati climatologici ufficiali del FVG.
I numeri della primavera
Confrontando il trentennio di riferimento 1961-1990 con gli ultimi dieci anni, sulla pianura friulana la temperatura media primaverile è salita da 12,4 a 13,3 gradi centigradi, mentre quella autunnale è passata da 13,4 a 14,5 gradi. Un riscaldamento reale, misurabile, che le serie storiche relative a Udine — l’unica serie secolare validata disponibile per il Friuli Venezia Giulia — confermano con una tendenza costante fin dall’inizio del Novecento, con una accelerazione ben visibile nell’ultimo decennio (vedi figura sotto).

Il mese che più di tutti ha perso la sua identità stagionale è giugno. Nel trentennio 1961-1990 la temperatura media sulla pianura regionale era di 20 gradi, un valore che lo rendeva ancora percepibile come un mese dal sapore primaverile. Oggi la media degli ultimi dieci anni ha raggiunto i 22,8 gradi, con punte che in quattro occasioni — 2003, 2019, 2022 e 2025 — hanno superato i 24 gradi. A questo si aggiunge un calo significativo delle piogge: a Udine, i millimetri medi di giugno sono scesi da circa 150 a 130, e i giorni di pioggia nel mese da 12 a 9.
Cosa ci aspetta
Le proiezioni future dipendono in larga misura dalle scelte politiche globali sulle emissioni di gas climalteranti. Nello scenario più virtuoso, in linea con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi, l’aumento delle temperature entro fine secolo si manterrebbe tra uno e due gradi rispetto ai valori attuali, distribuito in modo simile tra tutte le stagioni. Nello scenario opposto, quello cosiddetto “business as usual” in cui le emissioni continuano a crescere, il Friuli Venezia Giulia potrebbe registrare aumenti tra i quattro e i sei gradi a seconda della stagione, con un autunno sempre più simile all’estate e primavere dalle temperature paragonabili a quelle estive di oggi.
Una rivista per capire il territorio
Terra rara nasce dalla volontà di Arpa FVG di rendere accessibile il patrimonio di dati prodotto quotidianamente dall’Agenzia. Come ha sottolineato il Direttore Generale Anna Lutman, il lavoro di monitoraggio e analisi trova nella pubblicazione una sintesi chiara, capace di rafforzare il dialogo con il territorio. L’assessore regionale all’ambiente Fabio Scoccimarro ha evidenziato come iniziative di questo tipo possano trasformare la conoscenza scientifica in una leva concreta per orientare comportamenti responsabili e politiche efficaci, in una fase in cui i cambiamenti climatici richiedono risposte sempre più tempestive.
Oltre al tema climatico, il nuovo numero affronta lo stato delle acque di fiumi e laghi, il monitoraggio dei pollini, le emergenze ambientali e il ruolo operativo di Arpa FVG sul territorio, le emissioni di gas climalteranti e le attività formative della Scuola per l’ambiente.
Terra rara è disponibile gratuitamente online sul sito di Arpa Friuli Venezia Giulia.

