Il ministro Alfano ha esposto in Parlamento lo stato delle relazioni Italia-Egitto dopo l’omicidio Regeni

Roma – Come annunciato, si è svolta in Parlamento la relazione del ministro degli esteri Angelino Alfano alle Commissioni Esteri di Camera e Senato sull’efferato omicidio di Giulio Regeni, avvenuto al Cairo tra il gennaio e il febbraio 2016.

Recentemente i rapporti diplomatici tra Italia ed Egitto si stanno riavviando. Il nuovo ambasciatore, Giampaolo Cantini, lo scorso 14 agosto aveva avuto la notifica di partire per l’Egitto. Tali fatti avevano suscitato l’indignazione della famiglia, che aveva parlato di “resa” e “dignità calpestata”.

Così ha dichiarato Alfano ai parlamentari: “L’Egitto è un partner ineludibile dell’Italia, così come l’Italia è imprescindibile per l’Egitto… Nonostante questo, il giorno del ritrovamento del cadavere di Giulio Regeni i rapporti bilaterali hanno subito un duro colpo, l’omicidio Regeni è una grave ferita per le nostre coscienze, per tutti noi e per un intero paese”.

“Continueremo a sostenere la ricerca della verità su Giulio Regeni in tutte le sedi, compresa l’istituzione britannica per la quale Giulio stava compiendo la sua ricerca”, ha aggiunto Alfano.

L’ambasciatore Giampaolo Cantini avrà “un rapporto di collaborazione nella capitale egiziana con il collega britannico” proprio sul dossier Regeni. “L’ambasciatore Cantini – ha fatto sapere, sottolineando che l’ambasciatore sarà al Cairo il 14 settembre – curerà l’intero spettro dei rapporti con l’Egitto.

“I magistrati egiziani – ha detto ancora – hanno soddisfatto in modo ancora parziale ma crescente le richieste contenute nelle rogatorie. Un nuovo incontro tra le due procure dovrebbe svolgersi a settembre”.

Avere verità e giustizia sul caso Regeni “se non si hanno rapporti” con l’Egitto “è ancora più difficile. La cooperazione giudiziaria che è stata avviata così bene dalla procura di Roma può avere nuova linfa da un rapporto ristabilito”. Così il presidente del Senato, Pietro Grasso.

“Bisogna anche comprendere il problema dei familiari della vittima – ha detto Grasso in Parlamento – che possono partecipare il più possibile a quest’opera, per fare luce e verità sul caso”.

“Qualcuno lo definisce un caso politico, nel senso che Regeni è vittima di contrasti interni dello stesso Egitto”. “Noi – conclude – dobbiamo mettere in atto tutti i mezzi possibile per cercare la verità come abbiamo sempre fatto”.

 

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