Nella Giornata mondiale per la sicurezza sul lavoro, istituzioni e imprese rilanciano sulla prevenzione

FVG – Il 28 aprile richiama ogni anno l’attenzione su un tema che riguarda da vicino lavoratori, imprese e istituzioni. La Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro si affianca infatti alla Giornata mondiale delle vittime dell’amianto, un momento di riflessione dedicato a chi ha perso la vita o ha riportato gravi danni alla salute a causa dell’attività lavorativa o dell’esposizione a sostanze nocive.

Anche il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ha voluto sottolineare il valore di questa ricorrenza, ribadendo la necessità di rafforzare le politiche di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, di sostenere la ricerca scientifica e di proseguire nelle attività di bonifica ambientale. L’obiettivo resta quello di promuovere una cultura della sicurezza che metta al centro la salute dei lavoratori e delle comunità.

La prevenzione passa innanzitutto dalla formazione, dall’adozione di comportamenti responsabili e dalla diffusione di una consapevolezza condivisa all’interno dei luoghi di lavoro. Un impegno che coinvolge in modo diretto anche il sistema produttivo regionale.

In questo quadro si inserisce l’attività di Confindustria Alto Adriatico, che continua a investire su percorsi formativi e strumenti operativi dedicati alla sicurezza. Attraverso LEF, l’azienda digitale modello, l’attenzione si è estesa anche al mondo della scuola con il progetto “A scuola in sicurezza”, realizzato insieme a Regione Friuli Venezia Giulia, INAIL, Formindustria FVG e Confindustria Udine. Negli ultimi due anni scolastici l’iniziativa ha coinvolto 20 istituti superiori, oltre 1.200 studenti e circa 130 tra docenti e dirigenti scolastici.

Parallelamente prosegue l’attività formativa destinata alle imprese e a tutte le figure della prevenzione, dai dirigenti ai preposti, dai lavoratori ai rappresentanti per la sicurezza fino ai responsabili del servizio di prevenzione e protezione. Dallo scorso settembre sono stati avviati anche corsi specifici per i datori di lavoro, ai quali hanno già preso parte oltre cento imprenditori.

I percorsi affrontano in modo integrato gli aspetti organizzativi della sicurezza aziendale: dalla valutazione dei rischi alla pianificazione delle misure di prevenzione, dalla gestione delle emergenze ai rapporti con i soggetti del sistema di tutela. Ampio spazio viene riservato anche ai temi legati alla leadership, alla comunicazione interna, alla gestione dello stress lavoro-correlato e alla prevenzione dei comportamenti a rischio.

Tra gli strumenti più innovativi figura il Virtual Safety Training, sviluppato da LEF e presentato lo scorso anno all’Expo di Osaka. La piattaforma consente di affiancare alla formazione teorica simulazioni di scenari operativi, con l’obiettivo di migliorare la capacità di riconoscere e affrontare i rischi nei diversi contesti lavorativi.

Come ha ricordato il presidente di Confindustria Alto Adriatico e di LEF, Michelangelo Agrusti, nonostante un lieve calo degli infortuni, l’attenzione deve restare elevata. La sicurezza richiede infatti un impegno costante, basato su formazione continua, responsabilità condivisa e diffusione di buone pratiche lungo l’intera filiera produttiva.

Particolare rilievo assume il coinvolgimento dei giovani. Portare la cultura della sicurezza nelle scuole significa costruire fin dall’inizio una maggiore consapevolezza dei rischi e del valore della prevenzione. Un orientamento che trova ulteriore conferma nell’adesione di Confindustria Alto Adriatico alla Carta di Lorenzo, documento che promuove un modello fondato su formazione permanente e responsabilità collettiva.

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