Pordenonese, indagati per evasione fiscale dopo furto nella loro villa

Pordenone – Una coppia di medici, titolari di un noto centro estetico e di un laboratorio dentistico, sono indagati per evasione fiscale dalla Procura della Repubblica di Pordenone.

La Guardia di Finanza di Pordenone ha compiuto perquisizioni in una villa di Aviano e negli studi dei due professionisti. L’uomo in passato ha ricoperto anche importanti incarichi amministrativi.

I due avrebbero nascosto al fisco 470 mila euro. L’indagine è stata avviata dopo che, nel marzo scorso, i due professionisti avevano denunciato di essere stati vittime di un furto di 200 mila euro, in contanti, detenuti in una “stanza blindata” segreta, ricavata nel sottosuolo della loro villa.

I Carabinieri, incaricati delle indagini, avevano identificato l’autore quasi subito: si trattava del domestico, reo confesso, nella cui abitazione erano stati rinvenuti 360 mila euro, circostanza che ha comportato l’immediata integrazione della denuncia del furto da parte dei due medici, anche al fine di ottenerne la restituzione.

Di fronte a questa integrazione, il Procuratore della Repubblica di Pordenone Raffaele Tito ha delegato la Guardia di Finanza a svolgere ulteriori indagini che chiarissero sia la sottrazione del denaro (per la quale il maggiordomo ha già patteggiato la pena di un anno mezzo con il beneficio della sospensione condizionale) sia la provenienza dei contanti detenuti dai due professionisti.

Gli accertamenti condotti dalle Fiamme Gialle hanno consentito di accertare come la somma complessiva del furto ammontasse in realtà a 470 mila euro in contanti (dunque solo parzialmente oggetto di denuncia da parte delle vittime: si presume che il resto del denaro sia rimasto nella disponibilità del collaboratore familiare) e che, soprattutto, i redditi dichiarati dai due medici (che avevano un elevato tenore di vita e una consistente situazione patrimoniale, in Italia e all’estero) erano rappresentati da importi non rilevanti, perfino inferiori a quelli corrisposti allo stesso collaboratore domestico autore del furto a loro danno.

Le perquisizioni, insieme a ulteriori accertamenti disposti dalla Procura, sono ora finalizzate a individuare la reale origine delle somme detenute nella “stanza segreta” e a riscontrare l’assolvimento degli obblighi fiscali da parte dei due professionisti.

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