Senato approva disegno di legge sulla riduzione dei parlamentari. FVG a rischio rappresentanza

Roma – Con 185 voti favorevoli, 54 contrari e 4 astensioni, l’Assemblea del Senato ha approvato il 7 febbraio, in prima deliberazione, il disegno di legge costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari, nel testo proposto dalla Commissione Affari costituzionali.

Il testo passa ora alla Camera. Trattandosi di una riforma costituzionale il disegno di legge richiederà una doppia lettura conforme di Camera e Senato.

La modifica costituzionale, se approvata in entrambi i rami del Parlamento, si applicherebbe dal primo scioglimento o cessazione delle Camere, ma non prima di sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge.

Il disegno di legge modifica gli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione, prevedendo la riduzione del numero dei deputati da 630 a 400 – di cui 8 eletti all’estero – e del numero dei senatori eletti da 315 a 200 – di cui 4 eletti all’estero. Il numero dei senatori di nomina presidenziale non potrà essere superiore a cinque.

Secondo i calcoli del Servizio Studi del Senato, per il Friuli Venezia Giulia i seggi alla Camera passerebbero dai 13 attuali a 8, mentre al Senato passerebbero da 7 a 5.

Il Partito democratico aveva presentato un emendamento per tutelare la rappresentanza della minoranza linguistica slovena, ma non è stato approvato.

“Dal Governo gialloverde un attacco senza precedenti alla rappresentanza delle minoranze linguistiche autoctone, in primis quella slovena. Un colpo pericoloso che fa carta straccia della Costituzione, di leggi costituzionali e accordi internazionali. È la prova definitiva che quella di Lega e M5S è una maggioranza di destra, che mette una cappa di piombo sopra i diritti di chi dovrebbe essere più tutelato”.

È quanto hanno dichiarato congiuntamente la sen. del Pd Tatjana Rojc e il sen. del gruppo delle Autonomie Gianclaudio Bressa, dopo che la maggioranza ha votato contro i loro emendamenti che si proponevano di tutelare e favorire la rappresentanza in parlamento della minoranza slovena, anche a seguito della riduzione del numero dei parlamentari.

“Sono angosciata per la direzione oppressiva e discriminante presa da Governo e maggioranza”, ha dichiarato la sen. Rojc, che aggiunge: “sta risorgendo un clima di intolleranza antislovena che pareva avessimo superato e invece devo ricredermi. Perfino sulla mia pagina Facebook sono ricomparsi insulti come ‘slava di m…'”.

La senatrice ha ricordato inoltre che “un leader nazionale della Lega come il presidente Fedriga, in sedi nazionali e in consessi internazionali, ha ribadito che la tutela della minoranza è un diritto sacrosanto. E così ha fatto regolarmente anche il capogruppo del M5S al Senato, il triestino Patuanelli. Ma poi, quando in Aula si deve alzare il pollice per dare via libera a coerenti modifiche di garanzia, i due capigruppo di Lega e M5S decretano l’affossamento degli emendamenti che si proponevano proprio di dare la giusta rappresentanza a una minoranza autoctona. Una vergogna, che voglio denunciare pubblicamente.”

Dal canto suo il sen. Bressa, annunciando il suo voto contrario a questa riforma, ha aggiunto: “è un no che va oltre il merito della proposta, per denunciare il vostro disegno di delegittimazione della democrazia rappresentativa e parlamentare. Il mio è un no politico a questo disegno inconfessato e inconfessabile”.

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