StarTech Trieste, presentata l’istanza per l’amministrazione straordinaria
Trieste – StarTech ha presentato l’istanza per l’ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria. Si apre così un nuovo passaggio nella crisi dello stabilimento di Trieste. La richiesta era attesa da settimane ed era stata sollecitata dalle istituzioni e dalle organizzazioni sindacali come possibile strumento per mettere in sicurezza il patrimonio produttivo e individuare un soggetto interessato a rilanciare l’attività.
La Regione Friuli Venezia Giulia ha accolto favorevolmente la presentazione dell’istanza, confermando la disponibilità a mettere a disposizione gli strumenti di propria competenza. «L’obiettivo comune deve essere quello di costruire una prospettiva industriale concreta e duratura per il sito di Trieste, salvaguardando produzione e lavoro e creando le condizioni per un reale rilancio dello stabilimento», hanno dichiarato gli assessori regionali Alessia Rosolen, responsabile del Lavoro, e Sergio Emidio Bini, titolare delle Attività produttive.
I due esponenti della Giunta Fedriga hanno sottolineato la necessità di procedere in raccordo con il ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) e con le parti sociali. La presentazione della domanda, tuttavia, non coincide con l’ammissione alla procedura e non assicura automaticamente la ripresa della produzione o la salvaguardia di tutti i posti di lavoro. Saranno i successivi passaggi amministrativi a chiarire come potrà svilupparsi il percorso.
La decisione arriva dopo una lunga fase di incertezza. Il progetto annunciato nel settembre 2025 prevedeva il passaggio dello stabilimento a un nuovo soggetto e l’avvio di attività nei settori della fotonica, dello spazio e della difesa. L’operazione non si è realizzata e le ipotesi di ingresso di nuovi investitori o finanziatori prospettate nei mesi successivi non hanno portato alla soluzione attesa.
Il 10 ottobre scorso, al termine di un incontro in Prefettura a Trieste con il ministro Adolfo Urso, il presidente della Regione Massimiliano Fedriga, le rappresentanze sindacali e quelle datoriali, il Governo aveva ribadito l’intenzione di individuare una prospettiva industriale per il sito. Urso aveva chiesto alla proprietà piena trasparenza sugli elementi necessari per procedere, affermando che il tempo a disposizione era scaduto. Anche Regione e sindacati avevano indicato l’amministrazione straordinaria come la strada da seguire.
La richiesta era stata annunciata come imminente già a metà ottobre, ma la proprietà aveva prospettato tempi più lunghi, suscitando la preoccupazione degli assessori regionali. La scadenza del contratto di solidarietà, fissata al 31 ottobre, rende particolarmente urgente chiarire quali tutele potranno essere garantite ai lavoratori.
Lo stabilimento, specializzato nella ricerca, nello sviluppo e nella produzione di componenti e apparecchiature elettroniche per le telecomunicazioni, conta circa 320 dipendenti. A settembre i lavoratori avevano denunciato ritardi nel pagamento delle spettanze e difficoltà operative legate all’assenza di attrezzature necessarie alla produzione. In quella fase era stata proclamata un’assemblea permanente, accompagnata dall’occupazione della direzione aziendale.
La mobilitazione era proseguita nelle settimane successive, con un presidio davanti ai cancelli e iniziative per chiedere risposte sulla continuità dello stabilimento e sul futuro occupazionale. Le organizzazioni sindacali avevano contestato il susseguirsi di ipotesi finanziarie e industriali senza esiti verificabili, chiedendo un percorso che consentisse di individuare un nuovo soggetto industriale.
La prospettiva sarebbe quella di una reindustrializzazione accompagnata dalla tutela dell’occupazione: il risultato dipenderà ora dagli atti successivi e dalla possibilità di individuare un progetto industriale sostenibile.

