Premio Marco Luchetta, ecco i sette reportage vincitori. La cerimonia di premiazione a Trieste il 20 novembre

Trieste – Sette reportage, inchieste e lavori fotografici che raccontano le violazioni dei diritti dei bambini e degli adolescenti in diverse aree del mondo. Sono i vincitori della XXIII edizione del Premio giornalistico internazionale Marco Luchetta, i cui riconoscimenti saranno consegnati a Trieste dal 20 al 22 novembre, nel corso delle “Giornate del Premio” al Teatro Miela.

La giuria, presieduta da Marco Damilano, ha selezionato lavori che affrontano temi diversi, ma accomunati dall’attenzione alle condizioni dei minori nelle situazioni di guerra, nelle reti di sfruttamento e nei contesti in cui l’infanzia diventa oggetto di interessi economici o di propaganda. Le inchieste premiate spaziano dalla Cisgiordania alla Colombia, dai territori ucraini occupati dalla Russia al conflitto israelo-palestinese, fino alla rotta migratoria che conduce a Trieste.

Nella sezione Tv News il riconoscimento va a Giammarco Sicuro, del Tg3 Rai, per un servizio dalla Cisgiordania sulla resistenza civile ed educativa di una classe di bambini palestinesi. I coloni israeliani impediscono con armi e filo spinato l’accesso alla scuola, ma gli alunni continuano le lezioni a ridosso del blocco.

Per la Stampa italiana è premiata Chiara Nardinocchi, de la Repubblica, con un’inchiesta multimediale realizzata all’interno del Visual Lab sul fenomeno dello sharenting. Il lavoro esamina il vuoto normativo italiano e i rischi psicologici ed etici legati alla diffusione online delle immagini dei figli da parte dei genitori, con possibili conseguenze in termini di sfruttamento commerciale, sessualizzazione e pedopornografia.

Il premio Reportage va a Giulia Bosetti, autrice con Umberto Colferai di “Piccoli artigiani di pace. I bambini strappati alla produzione di coca e ai gruppi armati”, realizzato per Spotlight di RaiNews24. L’inchiesta racconta la crisi umanitaria nel Catatumbo, in Colombia, e l’impiego dei minori nella produzione di cocaina e nelle milizie armate, accanto ai tentativi delle realtà locali di favorire percorsi di riscatto sociale.

Nella sezione Radiofonia è premiata Anna Maria Selini, di Altreconomia, per il podcast in sei puntate “Bambini senza pace”, dedicato alla Palestina e a Israele. Il lavoro affronta le detenzioni minorili, le controversie sui contenuti dei libri scolastici, i traumi psicologici dopo gli attacchi del 7 ottobre e la vita nelle tendopoli di Gaza.

Il riconoscimento per la Stampa internazionale va a un gruppo di sette giornalisti: Maksym Dudchenko, Lina Ivanova, Marian Chupak, Ihor Yushchenko, Yevheniia Motorevska, Ilya Lozovsky ed Elena Loginova. L’inchiesta transfrontaliera “How Russia recruits teenagers in occupied Ukraine for a Pro-Moscow propaganda machine”, realizzata per Consortium KibOrg, Channel 24, Suspilne, The Kyiv Independent e OCCRP, ricostruisce il programma statale russo “Yunkor”, che avrebbe coinvolto circa 5mila ragazzi ucraini nei territori occupati per formarli come propagandisti filorussi.

Il premio Rotta balcanica è assegnato ad Annalisa Camilli, di Internazionale, per l’articolo “La nuova rotta che passa da Trieste”. L’inchiesta documenta le condizioni dei migranti nepalesi che arrivano nel capoluogo giuliano dopo gravi forme di sfruttamento nell’Europa orientale, con particolare attenzione agli ostacoli burocratici, ai traumi psicologici e alle carenze del sistema di accoglienza.

Per la Fotografia, infine, è premiato Fabio Polese, di El País, con uno scatto che ritrae alcuni bambini in Myanmar mentre cercano riparo in una trincea di fortuna, nei pressi di una chiesa trasformata in scuola.

Il Premio Luchetta, promosso dalla Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin, rinnova la memoria della troupe Rai di Trieste composta da Marco Luchetta, Alessandro Saša Ota e Dario D’Angelo, uccisi a Mostar Est nel 1994 mentre documentavano le conseguenze della guerra sui bambini. La manifestazione ricorda anche l’operatore Miran Hrovatin, ucciso a Mogadiscio nel 1994 insieme alla giornalista Ilaria Alpi.

«Sono molto felice dei premi assegnati quest’anno, per la qualità dei racconti, la sensibilità delle giornaliste e dei giornalisti che restituiscono la dignità del racconto ai piccoli, vittime delle guerre e del narcotraffico, arruolati nei conflitti, sfruttati nella loro immagine», ha commentato il presidente della giuria Marco Damilano. «In questa varietà e nella pluralità dei racconti il premio Luchetta, giunto alla XXIII edizione, si conferma voce unica e necessaria nel panorama del giornalismo italiano e internazionale».

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