Trieste Next 2026, “La forma del pensiero”. Oltre cento eventi e 300 relatori

Trieste – Che cosa significa pensare? Come nasce un’idea e quanto il nostro modo di conoscere dipende dal cervello, dalle relazioni con gli altri e dall’ambiente in cui viviamo? E come cambia il rapporto con la conoscenza ora che l’intelligenza artificiale è entrata nei processi con cui produciamo informazioni, prendiamo decisioni e immaginiamo il futuro?

Sono alcune delle domande al centro della quindicesima edizione di Trieste Next, il Festival della ricerca scientifica in programma a Trieste da venerdì 25 a domenica 27 settembre. Il tema di quest’anno è “La forma del pensiero. Interazioni tra cervelli e intelligenze”: tre giornate con oltre cento appuntamenti e circa 300 relatori italiani e internazionali, tra incontri, laboratori, spettacoli e concerti, con possibilità di seguire molti eventi anche in streaming.

Il programma attraversa discipline diverse, dalle neuroscienze all’intelligenza artificiale, dalla medicina alla fisica, dalla geofisica all’oceanografia, dalla pedagogia alla filosofia, fino alla diplomazia scientifica. Il filo conduttore parte dal funzionamento del cervello per arrivare alle diverse forme dell’intelligenza, umana, artificiale e animale, e ai modi in cui la conoscenza viene oggi costruita, condivisa e utilizzata.

Il rapporto fra cervello e intelligenza artificiale

Una parte consistente del festival sarà dedicata all’intelligenza artificiale. Venerdì 25 settembre Nello Cristianini, professore di intelligenza artificiale all’Università di Bath, parlerà delle prime mappe delle intelligenze artificiali, mentre Oreste Pollicino, docente alla Bocconi ed esperto di AI policies, affronterà il rapporto fra innovazione tecnologica, competitività economica, istituzioni e valori democratici.

Sabato mattina il confronto si sposterà sul futuro della conoscenza con Alessio Ansuini, Davide Crepaldi e Luca Oneto, chiamati a discutere di come l’IA stia modificando i modi di apprendere, produrre conoscenza, prendere decisioni e fare ricerca. Altri appuntamenti affronteranno la domanda “Does AI think? How?” e il rapporto fra sistemi artificiali e cervelli biologici, compreso il funzionamento dei large language models utilizzati da strumenti come ChatGPT.

Il tema riguarda anche l’educazione. Laboratori rivolti alle scuole porteranno studenti e studentesse a sperimentare il pensiero critico e creativo e a confrontarsi con il rapporto fra intelligenza umana e artificiale. Un altro filone sarà dedicato alla didattica e alle competenze necessarie in un contesto nel quale l’IA è ormai parte della vita quotidiana.

Dalla medicina all’ambiente

L’intelligenza artificiale sarà analizzata anche per le sue applicazioni nella salute. Il festival discuterà dell’uso degli algoritmi negli ospedali, dal supporto alla diagnosi all’analisi dei dati clinici e alla scelta dei percorsi terapeutici. L’incontro “Tra mente e algoritmo” metterà a confronto ricerca clinica, chirurgia, farmacologia ed etica sul ruolo dell’algoritmo accanto al personale medico.

Ampio spazio anche alla sostenibilità, con incontri sulle tecnologie per la transizione energetica, sugli ecosistemi marini, sui modelli scientifici applicati al clima e sulla gestione dei rischi naturali. Si parlerà inoltre di come l’IA possa essere utilizzata nella pianificazione degli interventi di protezione civile e delle implicazioni ambientali e sociali dello sviluppo dei sistemi artificiali.

La ricerca scientifica sarà affrontata anche come strumento di cooperazione internazionale. In un contesto segnato da conflitti e tensioni geopolitiche, alcuni incontri saranno dedicati alla diplomazia scientifica e alla collaborazione fra ricercatori di Paesi diversi, con particolare attenzione alle grandi infrastrutture della ricerca e al ruolo della scienza nel superare confini politici e geografici.

Gli ospiti e gli eventi speciali

Tra gli appuntamenti speciali, venerdì sera al Teatro Verdi l’archeoantropologo dell’Università di Oxford Lambros Malafouris terrà la keynote lecture “Strange People. How things make us who we are”, dedicata alla relazione fra cervello, corpo e cultura materiale e alla domanda su cosa stiano facendo di noi gli algoritmi.

Sabato sera, invece, la scienza salirà sul palcoscenico con “DNA. Lo spettacolo che fa suonare la scienza”, realizzato dai Deproducers insieme a Fondazione AIRC, con la voce narrante del filosofo evoluzionista Telmo Pievani. Il percorso parte dalle origini della vita e arriva alla scoperta del DNA e alla ricerca sul cancro.

Nel programma anche Maria Chiara Carrozza, Vittorino Andreoli, Vera Gheno, Alessandra Poggiani, Nicola Marzari e numerosi ricercatori delle università e degli enti scientifici di Trieste e di altre istituzioni italiane e internazionali.

Domenica mattina sarà assegnato il Premio Trieste Next – Science Book of the Year, dedicato alla divulgazione scientifica. I cinque finalisti sono Antonella Fioravanti, Vincenzo Levizzani, Beatrice Mautino, Daniela Minerva e Marta Paterlini.

L’inaugurazione ufficiale è prevista venerdì 25 settembre alle 11 in piazza Unità d’Italia. Già giovedì 24, alle 18, il percorso sarà anticipato dalla proiezione del documentario “Budinich, il pirata della scienza”, dedicato al fisico Paolo Budinich e alla nascita della comunità scientifica internazionale che ha contribuito a definire l’identità di Trieste come città della scienza.

Il cuore della manifestazione sarà il Villaggio della conoscenza in piazza Unità, con laboratori, attività e incontri con ricercatori e ricercatrici. Gli appuntamenti si svolgeranno anche al Teatro Verdi, al Teatro Miela, alla Camera di Commercio, all’Urban Center e in altre sedi cittadine. Tutti gli incontri sono gratuiti e la maggior parte sarà disponibile anche in streaming.

«Quindici edizioni di Trieste Next confermano una convinzione di fondo: la conoscenza cresce solo quando circola», afferma il direttore del festival Antonio Maconi. «Il programma parte dal funzionamento del cervello per interrogarsi sulle diverse forme dell’intelligenza – umana, artificiale, animale – e arrivare ai modi in cui oggi la conoscenza viene costruita, condivisa e utilizzata».

Informazioni e programma completo al seguente link:

Trieste Next

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