Arriva il freddo, il conto per scaldarsi si annuncia salato: aumentano i costi di gas, gasolio e pellet

FVG – Riscaldare casa costerà di più nell’inverno 2026-2027. Le tensioni sui mercati internazionali dell’energia hanno fatto impennare i prezzi del gas e del petrolio, con conseguenze anche sul costo dei combustibili utilizzati dalle famiglie. In Friuli Venezia Giulia il rincaro interessa una platea ampia e diversificata: non tutte le abitazioni, infatti, utilizzano il metano. C’è chi si riscalda con il gasolio, chi con la legna o il pellet e chi ricorre all’elettricità.

I dati diffusi ieri da Confindustria Friuli Venezia Giulia danno la misura della pressione sui mercati. Al 27 ottobre il prezzo del gas europeo aveva raggiunto 94,29 euro per megawattora, il 225% in più rispetto all’inizio dell’anno. Il petrolio Brent era arrivato a 109,93 dollari al barile. Sono prezzi all’ingrosso, che non corrispondono direttamente a quanto pagano le famiglie, ma che incidono sui costi delle forniture.

Per chi utilizza il gas, una stima dell’Osservatorio Switcho indica che in Friuli Venezia Giulia, da ottobre 2026 ad aprile 2027, una famiglia con consumi medi pari a 1.153 metri cubi spenderà circa 1.006 euro per la sola materia prima. È una cifra che non comprende trasporto, contatore, oneri, imposte e Iva: il conto complessivo in bolletta sarà quindi più alto.

Anche il confronto con l’anno scorso mostra quanto sia aumentato il costo del gas. A settembre 2025 la materia prima all’ingrosso costava in media circa 37 centesimi al metro cubo; a settembre 2026 è arrivata a circa 84 centesimi. In un anno il prezzo è quindi più che raddoppiato. Questo non significa che anche la bolletta raddoppierà: nel conto finale entrano altre voci e il prezzo varia secondo il contratto sottoscritto.

Il gas non è l’unica fonte di calore. Secondo l’Istat, nel 2023 il 30,3% delle famiglie del Friuli Venezia Giulia ha utilizzato legna per il riscaldamento, l’acqua calda o la cottura dei cibi. Il dato non indica quante abitazioni si riscaldino esclusivamente a legna, ma conferma quanto sia diffuso questo combustibile nella regione.

Per chi acquista pellet, il prezzo medio rilevato a settembre 2026 nel Nord-Est era di 7,58 euro per un sacco da 15 chilogrammi, il 37,6% in più rispetto allo stesso mese del 2025. In pratica, un sacco che un anno prima costava circa 5,50 euro oggi ne costa poco più di 7,50: una differenza di circa 2 euro. Per una famiglia che ne acquista molti durante l’inverno, l’aumento può incidere sensibilmente sul bilancio domestico.

Per la legna da ardere la situazione è decisamente migliore rispetto a quella del gas e del pellet: l’aumento su base annua è contenuto, tra il 4% e l’8%, secondo le rilevazioni di settembre 2026 dell’Associazione italiana energie agroforestali (AIEL).

È aumentato anche il gasolio da riscaldamento. Le rilevazioni nazionali di ottobre registrano un prezzo medio di circa 2,07 euro al litro, il 50% in più rispetto a un anno prima. Per chi utilizza questo combustibile, il costo di un rifornimento da 500 litri arriva così a circa 1.035 euro. L’anno scorso la spesa era di circa 690 euro: l’aumento è pari a 345 euro.

Anche l’elettricità è aumentata. Per il quarto trimestre del 2026 Arera ha comunicato un rincaro del 37,3% rispetto al trimestre precedente per la bolletta del cliente tipo vulnerabile in Maggior Tutela. La variazione non riguarda tutti i contratti e non può essere applicata automaticamente a chi utilizza pompe di calore o altri sistemi elettrici.

Quanto aumenterà la spesa caso per caso dipenderà dal tipo di combustibile, dal tipo di impianto (o del mix di impanti) e di quanto sia efficiente, dalle dimensioni e dall’isolamento dell’abitazione. Non è possibile stabilire un unico aumento per tutte le famiglie, ma il fatto inequivocabile è che la stagione fredda si apre con costi energetici molto più elevati rispetto a un anno fa. Non resta che confidare in un clima clemente.

Per contenere la spesa per il riscaldamento, alcuni accorgimenti possono fare la differenza:

  • regolare il termostato su una temperatura domestica intorno ai 19-20 gradi al massimo;
  • non lasciare il riscaldamento acceso quando la casa è vuota per molte ore;
  • effettuare la manutenzione periodica degli impianti;
  • verificare che termosifoni e sistemi di distribuzione del calore funzionino correttamente;
  • chiudere tende e persiane nelle ore serali per limitare le dispersioni di calore;
  • al mattino, aprire le finestre per non più di 10 minuti per arieggiare la casa.
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