Clima, l’Europa si scalda sempre di più e il FVG è già in prima linea. I dati di ARPA e ESOTC

FVG – Dopo un inverno insolitamente mite, un marzo segnato da forti contrasti e un aprile che ha alternato giornate quasi estive a fasi perturbate, il 2026 sta già offrendo in Friuli Venezia Giulia un’ulteriore conferma di quanto il clima stia cambiando. Febbraio è stato più caldo della norma e particolarmente piovoso, mentre nelle prime settimane di aprile si sono registrate temperature ben superiori alle medie stagionali, con valori in pianura vicini ai 25 gradi. Un andamento che si inserisce in una tendenza ormai consolidata. (ARPA FVG)

A confermarlo sono anche i dati del rapporto European State of the Climate (ESOTC) 2025, redatto dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF), che gestisce il Servizio sui cambiamenti climatici di Copernicus, e dall’Organizzazione meteorologica mondiale (OMM).

Secondo il report, nel 2025 almeno il 95% del territorio europeo ha registrato temperature annuali superiori alla media, mentre l’area continentale in cui si registrano giornate invernali con temperature sotto lo zero è in calo.

I segnali sono evidenti: diminuiscono le giornate invernali con temperature sotto zero, mentre aumentano frequenza e intensità delle ondate di calore e salgono le temperature marine.

Nel 2025, come evidenzia il Report, la regione oceanica europea ha raggiunto la temperatura annuale della superficie del mare più alta mai registrata, segnando il quarto anno consecutivo di caldo record. Questa tendenza a lungo termine ha un impatto negativo sulla biodiversità, sulle specie e sugli habitat.

A soffrire particolarmente è il “nostro” Mediterraneo. Negli ultimi tre anni, questo mare ha registrato almeno un giorno caratterizzato da condizioni di “forte” ondata di calore marina, e nel 2025 la temperatura media annuale della superficie del mare è stata la seconda più alta mai osservata.

Le ondate di calore marine possono anche coincidere con quelle terrestri, contribuendo a temperature e umidità più estreme, anche durante la notte, il che può rallentare il recupero delle persone dallo stress da calore e disturbare il sonno.

Anche il Friuli Venezia Giulia sta vivendo questi cambiamenti in modo sempre più marcato. Le elaborazioni di Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente del Friuli Venezia Giulia mostrano che la temperatura media annuale della pianura friulana, nell’ultimo decennio, ha raggiunto i 14,2 gradi, circa 1,5 gradi in più rispetto alla media del secolo scorso. L’aumento è particolarmente evidente nei mesi estivi, ma ormai interessa tutte le stagioni. (ARPA FVG)

Sul fronte delle precipitazioni, il quadro è altrettanto complesso. Più che la quantità complessiva di pioggia, sta cambiando la sua distribuzione: periodi più lunghi di assenza di precipitazioni si alternano a eventi intensi e concentrati in poche ore. Una dinamica che rende più frequenti sia le condizioni di siccità sia i fenomeni meteorologici estremi.

Questo scenario aumenta il rischio di incendi boschivi, di stress idrico e di dissesto idrogeologico.

A livello europeo, nel 2025 gli incendi hanno devastato oltre un milione di ettari, un’estensione senza precedenti. Un segnale che riguarda da vicino anche il Nord Est, dove estati sempre più calde e asciutte stanno allungando il periodo di massima vulnerabilità del territorio.

Le conseguenze non si limitano all’ambiente. Gli effetti della crisi climatica si riflettono anche sull’economia, sulle infrastrutture e sulla salute pubblica. Il Friuli Venezia Giulia, per le sue caratteristiche geografiche, è particolarmente esposto: dall’innalzamento del livello del mare lungo la costa all’arretramento dei ghiacciai alpini, fino alle ripercussioni su agricoltura, risorse idriche ed ecosistemi.

Le proiezioni climatiche elaborate da ARPA FVG indicano che, senza una rapida riduzione delle emissioni, entro la fine del secolo le temperature estive potrebbero aumentare fino a 6 gradi. In uno scenario di forte mitigazione, invece, il riscaldamento resterebbe più contenuto.

 

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