Maltempo, distrutti in montagna circa 14 milioni di alberi. Coldiretti: danno ambientale immenso

Udine – La Confederazione nazionale coltivatori diretti (Coldiretti) stima una perdita di circa 14 milioni di alberi a causa delle forti piogge e del vento. Sono stati abbattuti soprattutto faggi e abeti bianchi e rossi nei boschi dal Trentino all’Alto Adige, dal Veneto al Friuli, dove ci vorrà almeno un secolo per tornare alla normalità.

I danni sono stati causati anche dall’incuria e dall’abbandono

In Friuli Venezia Giulia la seconda foresta per importanza per la presenza di abeti rossi dai quali si ricava il legno per realizzare strumenti musicali ad arco, ha subito gravissimi danni.

Si tratta della Val Saisera, una foresta in frazione di Valbruna Malborghetto che si trova nella zona di Tarvisio (Ud) in alto Friuli, vicina al confine con l’Austria. Lo rende noto Aigae, Guide ambientali escursionistiche.

Franco Polo, rappresentante regionale FVG, ha specificato che la foresta della Vai Saisera “è stata devastata per metà” e che questo comporterà “il rischio di un possibile pericolo idrogeologico”. Infatti, “quando nevicherà, in assenza di bosco, la neve più facilmente scivolerà verso il basso”.

Anche Coldiretti esprime forte preoccupazione: “La mancanza di copertura vegetale lascia il campo libero a frane e smottamenti in caso di forti piogge” sottolinea l’associazione degli agricoltori.

Oltre alle “straordinarie raffiche di vento”, per la Coldiretti i danni sono stati causati anche “dall’incuria e dall’abbandono”.

In Italia l’area coperta della foresta si estenderebbe su più di 1/3 della superficie nazionale con una densità che la renderebbe del tutto impenetrabile ai necessari interventi di manutenzione, difesa e sorveglianza.

“È praticamente raddoppiata rispetto all’Unità d’Italia la superficie coperta da boschi, che oggi interessa 10,9 milioni di ettari, ma, per effetto della chiusura delle aziende agricole, si trovano ora senza la presenza di esperti che possano gestirli”.

“In una situazione in cui l’Italia importa già circa l’80% del legno che consuma, al danno ambientale si aggiunge quello economico con importanti ripercussioni sull’intera filiera del legno e la perdita di posti di lavoro, in aree spesso difficili”, aggiunge Coldiretti, che aggiunge che gli effetti negativi si ripercuoteranno anche a livello paesaggistico e sul turismo.

La Confederazione evidenzia anche che per difendere il bosco italiano “occorre creare le condizioni per contrastare l’allontanamento dalle campagne e valorizzare quelle funzioni di sorveglianza, manutenzione e gestione del  territorio svolte dagli imprenditori agricoli e dai consorzi forestali”.

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