Castello di Colloredo, riaperta l’Ala Nievo dopo la ricostruzione post terremoto. Un Festival inaugura la dimora
Colloredo di Monte Albano (Ud) – L’ala Nievo del Castello di Colloredo di Monte Albano è tornata a disposizione del pubblico. La riapertura, avvenuta domenica 20 settembre dopo la cerimonia di riconsegna del giorno precedente, completa una delle operazioni più significative della ricostruzione avviata dopo il terremoto del 1976. I lavori, durati quattordici anni e interessati da un cantiere esteso su oltre 8 mila metri quadrati, hanno compreso la ricostruzione integrale del Mastio, andato perduto con il sisma, e il completamento degli interventi sugli altri corpi dell’antico complesso, compresa l’Ala Nievo.
Il recupero del castello coincide con il cinquantesimo anniversario del terremoto e con l’avvio di una nuova stagione di attività culturali. Fra le prime iniziative ospitate negli spazi restituiti alla comunità c’è infatti il festival “Mozart e Hieronymus Colloredo. Potere, mecenatismo e musica”, promosso dall’Associazione musicale Sergio Gaggia insieme alla Comunità Collinare del Friuli. La rassegna, iniziata il 16 settembre, proseguirà a Colloredo dal 24 al 27 settembre, prima dell’appuntamento conclusivo del 4 ottobre a San Daniele del Friuli.
Quattordici anni di lavori
La restituzione del castello arriva dopo un intervento che ha richiesto il rispetto delle prescrizioni della Soprintendenza e l’adeguamento alle normative antisismiche. La ricostruzione ha interessato in particolare il Mastio, il corpo di fabbrica più imponente distrutto nel 1976, oggi nuovamente dotato di una copertura, mentre gli interventi sugli altri edifici del complesso sono arrivati alla conclusione sostanziale.
Negli ultimi anni la Regione Friuli Venezia Giulia ha destinato all’operazione complessivamente 26 milioni di euro. La riapertura dell’Ala Nievo restituisce alla comunità una delle parti più significative del complesso, la cui storia documentata risale al 1302.
«Questo Castello rappresenta un’eredità immateriale di inestimabile valore, frutto della reazione della nostra gente dopo il terremoto», ha detto il presidente della Regione Massimiliano Fedriga durante la cerimonia di sabato. Il governatore ha ricordato le persone morte nel sisma e quanti, dopo l’emergenza, contribuirono a ricostruire una prospettiva per il territorio. «Tenere fermi questi punti di riferimento è ciò che permette di superare le difficoltà e di aprire nuove opportunità», ha aggiunto.
Il vicegovernatore con delega alla Cultura Mario Anzil ha definito il castello «un luogo simbolo dell’identità friulana», sottolineando la necessità di attribuirgli un ruolo nella vita culturale del territorio. Per l’assessore regionale alle Infrastrutture Cristina Amirante, conclusa la ricostruzione, si apre ora la fase dedicata a rendere il complesso accessibile e a svilupparne le attività culturali e turistiche. L’assessore alle Finanze Barbara Zilli ha invece ricordato i 26 milioni investiti dalla Regione.
Dal terremoto a Mozart
La nuova stagione del castello prende avvio anche attraverso la musica. Il festival dedicato a Mozart e a Hieronymus Colloredo mette infatti in relazione la storia del maniero friulano con quella del principe arcivescovo di Salisburgo, appartenente al ramo austriaco dei Colloredo-Waldsee e datore di lavoro di Wolfgang Amadeus Mozart e del padre Leopold.
Il rapporto fra Mozart e Colloredo costituisce il filo conduttore della rassegna, che affronta il tema del rapporto fra artisti e istituzioni, del mecenatismo e dell’autonomia creativa attraverso concerti, incontri, letture e teatro. Il primo appuntamento si è svolto il 16 settembre con la conferenza del musicologo Giovanni Bietti, dedicata a “Musica e potere”.
Il programma riprenderà giovedì 24 settembre alle 20.30 con “I quintetti per archi, un laboratorio musicale”. Venerdì 25 sarà la volta di “Mozart e dintorni”, realizzato in collaborazione con Ert e Associazione Mozart Italia. Sabato 26 settembre è in programma “Nero porpora”, pièce commissionata al drammaturgo Guido Barbieri, con Astra Lanz e Maurizio Fanin.
Domenica 27 settembre il festival proporrà due appuntamenti: alle 18.30 tornerà “La Pantomima Rinata”, produzione dell’Associazione Gaggia con il Teatrino del Rifo, mentre alle 20.30 sarà eseguito “Ai confini del sublime”, con il Quintetto K 581 per clarinetto di bassetto e archi.
La rassegna si concluderà domenica 4 ottobre alle 17 nella chiesa di Sant’Antonio Abate di San Daniele del Friuli con le Sonate da Chiesa di Mozart, affidate all’Accademia Hermans.
Il legame con la famiglia Colloredo attraversa del resto tutta la storia del castello. Ricostruito nel Cinquecento dopo le distruzioni del 1511, con interventi attribuiti a Giovanni da Udine, il maniero fu luogo della poesia friulana nel Seicento con Ermes di Colloredo e divenne nel Settecento il riferimento del ramo friulano della famiglia mentre Hieronymus Colloredo guidava l’arcidiocesi di Salisburgo e il rapporto con Mozart entrava nella storia della musica europea. Nell’Ottocento fu poi Ippolito Nievo a legare il castello alla letteratura, traendo proprio dai soggiorni a Colloredo l’ispirazione per il castello di Fratta delle Confessioni di un italiano.
(Foto d’archivio del Castello di Colloredo di Monte Albano da Wikimedia Commons)

